Dal controllo della viabilità all’allestimento di una tendopoli in piazza Prunotto, dell’evacuazione del campo nomadi a quello di strada Gorreto, famiglie e abitazioni sgomberate e pure un maneggio. Questo lo scenario in cui da questa mattina si stanno misurando i dipendenti comunali preposti a questa importante funzione insieme al gruppo della Protezione Civile comunale e ad altre sei realtà del terzo settore impegnate sul fronte della sicurezza pubblica in caso di calamità: l’apposito nucleo dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Proteggere Insieme, le Misericordie, il corpo Anti-Incendi Boschivi Piemonte, il Cb Club albese e il Comitato locale della Croce Rossa Italiana.
Con l’esercitazione battezzata "Alba22", che oggi apre gli eventi organizzati per ricordare la drammatica ricorrenza del tragico novembre 1994, decine di volontari e le diverse figure comunali preposte opereranno fino a questa sera simulando una situazione di emergenza causata da un’alluvione.
Un genere di esercitazione che ha l’obiettivo di mantenere in addestramento gli uomini impiegati e di testare l’efficacia del piano di emergenza comunale e la velocità di intervento in caso di concreto pericolo, ma anche aggiornare il piano stesso, visti i cambiamenti sia morfologici che architettonici che anno dopo anno caratterizzano il territorio.
Nella giornata di domani, sabato 5, la capitale delle Langhe ricorderà come sempre le vittime dell’alluvione. Alle ore 17 si terrà il tradizionale lancio di fiori dal ponte albertino sul fiume Tanaro alla presenza del sindaco Carlo Bo, di assessori e consiglieri comunali e delle organizzazioni di volontariato di protezione civile albesi. Alle ore 18 sarà celebrata la Santa Messa in Duomo in memoria delle vittime e di ringraziamento al volontariato di protezione civile.
Nell’esondazione del Tanaro ad Alba persero la vita nove persone: Caterina Giobergia e Felicita Bongiovanni, morte all’interno della casa di riposo Ottolenghi, Maria Magliano Sobrino e il nipotino Riccardo Sobrino, travolti dall’acqua in via Piera Cillario, i coniugi Daniele Vola e Daniela Mascarello, sommersi presso la ditta Aimeri, Emiliano Rossano di Macellai, travolto dalla piena del Tanaro nella zona del ponte nuovo della tangenziale, i coniugi Carmine Iannone e Maria Di Paola di Nichelino, morti sulla tangenziale.
“Una ricorrenza importante per la nostra città – hanno ricordato nei giorni scorsi il sindaco Carlo Bo e l’assessore alla Protezione civile Massimo Reggio –. Ogni anno ricordiamo quanti persero la vita durante l’alluvione del ’94 nel nostro territorio comunale e rivolgiamo un pensiero alle loro famiglie. E’ stata una tragedia terribile che non dovrà mai più ripetersi. Per questo, oltre al lancio della corona di fiori nel fiume e alla messa, è l’occasione anche per tenere alta l’attenzione sulle azioni di protezione civile, sia dal punto di vista dell’organizzazione del personale e delle buone pratiche sia da quello delle opere idrauliche necessarie per la corretta manutenzione sugli alvei dei corsi d’acqua”.