Attualità - 26 settembre 2022, 14:18

L'allarme di Coldiretti Piemonte: "Con il calo della popolazione rischio sparizione di mille piccoli borghi

La nostra è la regione che ha il maggior numero di piccoli comuni: ne conta il 19% del totale nazionale

L'allarme di Coldiretti Piemonte: "Con il calo della popolazione rischio sparizione di mille piccoli borghi

Nelle campagne è previsto un calo della popolazione in quasi 9 comuni rurali su 10 (86%) con il rischio abbandono che mette in pericolo il futuro dei piccoli borghi e comuni rurali diffusi lungo tutto il Paese, i quali rappresentano un patrimonio storico e culturale unico. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulle previsioni di un forte calo demografico della popolazione residente e delle famiglie elaborata dall’Istat.

I numeri elaborati da Istat

Si stima che appena il 16% della popolazione nazionale vivrà tra dieci anni nelle campagne dove si prevede la presenza di solo 9,5 milioni di abitanti nel 2021, mezzo milione in meno a rispetto al 2021. Il calo generale della popolazione che riguarda secondo l’Istat l’intero territorio è infatti più pesante nelle aree rurali che già scontano una presenza ridotta.  

Coldiretti Piemonte: "A rischio oltre 1000 piccoli comuni"

Un fenomeno che rischia di avere un impatto pesante non solo del punto di vista ambientale ma anche economico visto che i piccoli borghi rurali si conferma, anche nell’estate appena trascorsa, meta preferita degli italiani e degli stranieri in vacanza. Oltretutto, il Piemonte è la regione che ha il maggior numero di piccoli comuni: ne conta 1.046, cioè il 18,99% del totale nazionale", spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale.

Salvaguardare le tradizioni

"Non a caso il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo l’indagine Coldiretti/Symbola nasce proprio nei piccoli borghi italiani con meno di cinquemila abitanti, un patrimonio conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari”, hanno concluso i due dirigenti di Coldiretti.

redazione

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