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Attualità | 22 settembre 2022, 12:45

UNCEM e le richieste al nuovo governo: "Comuni grandi e piccoli, uniti, possono vincere le sfide del futuro"

Sono cinque le parole chiave che muovono UNCEM nel presentare le proprie istanze ai candidati: autonomia, libertà, partecipazione, energia e sussidiarietà

Marco Bussone, presidente di UNCEM

Marco Bussone, presidente di UNCEM

All'appuntamento elettorale mancano, letteralmente, poche ore. E UNCEM non perde occasione per scrivere ai candidati - di tutti i partiti - , producendo un documento ufficiale che riporta richieste e istanze dei territori montani.

UNCEM: "Le sfide del futuro le vincono i Comuni, insieme. Grandi e piccoli."
"La legislatura che prenderà il via con le elezioni politiche del 25 settembre dovrà avere una specifica attenzione per i territori, per le aree interne, per le comunità delle Alpi e degli Appennini e per le aree montane - si legge nel documento - . Le comunità dei territori sono il fulcro di una nuova economia, che renda la transizione ecologica desiderabile e concreta. Sono il fulcro di innovazione che genera e rigenera le comunità. Per ridurre sperequazioni e disuguaglianze sociali".

"Gli Enti locali che Uncem rappresenta da 70 anni, grazie all’impegno costante delle Delegazioni regionali sono strumenti decisivi per l’erogazione dei servizi, per la creazione di opportunità di sviluppo socio-economico, per l’innovazione e per la riduzione di divari. Le sfide del futuro le vincono i Comuni, insieme. Grandi e piccoli Comuni in dialogo, valli più forti e coese, Unioni montane e Comunità montane da rafforzare nel loro impegno per superare fragilità e debolezze".

Parole chiave e tematiche: "I paesi sostengono l'intera nazione"

Sono cinque le parole chiave che muovono UNCEM nel presentare le proprie istanze ai candidati: autonomia, libertà, partecipazione, energia e sussidiarietà. Le tematiche principali riguardano riguardano la necessità di una nuova strategia di sviluppo per le aree montane, di far entrare di più e meglio la montagna nelle discussioni e nei bandi del PNRR e la necessità concreta di attuare e leggi sui Piccoli Comuni già esistenti.

Ma non solo, anche l'azzeramento della burocrazia nell'aggiornamento del Testo Unico degli Enti Locali, l'impostazione di un nuovo sistema fiscale più giusto ed equo (e che tassi i giganti del web), la necessità di un'azione nazionale che rispetti imprese e territori riguardo il mondo dell'agricoltura e che si riconosca la filiera del legno come la forza principale delle aree montane.

Attenzione, anche, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e del rischio sismico, alla necessità di un piano finanziamenti e interventi rispetto el politiche ambientali che non lasci indietro nessuno, quella dell'innovazione digitale per privati e imprese e quella di rimanere nella nuova programmazione europea.

Fondamentale, anche se in chiusura del documento, l'attenzione alla definizione di 'paese': "Siamo paesi, e non borghi o paesini. Sono, i paesi, luoghi veri di cultura, di vita, di comunità, di lingue madri, di identità e di nuovo popolamento. Sono l’ossatura dell’Italia, piattaforme nelle vie dei flussi, da valorizzare secondo il modello della legge sui piccoli Comuni 158/2017".

redazione

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