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Politica | 21 settembre 2022, 17:24

I candidati del Partito Democratico Gribaudo, Calderoni, Sibille e Ghignone si sono presentati alla cittadinanza albese

La deputata Chiara Gribaudo: “Ognuno ha le radici che si merita. Le nostre sono nella Resistenza, nella Costituzione e nella democrazia”

Foto di Barbara Guazzone

Foto di Barbara Guazzone

Si è svolta martedì 20 settembre, nella sala congressi di piazza Medford ad Alba, la presentazione dei candidati del Partito Democratico alle prossime elezioni del 25 settembre 2022.

All’incontro con la cittadinanza sono intervenuti la deputata uscente Chiara Gribaudo, cuneese, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e ora candidata cme capolista nel plurinominale alla Camera nel collegio Cn-At-Al, il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni, anche lui candidato nel plurinominale alla Camera, l'ex primo cittadino braidese Bruna Sibille, candidata al Senato per il plurinominale nel collegio di Cuneo, e infine Andrea Ghignone, sindaco di Moasca, nell'Astigiano, candidato alla Camera nel collegio uninominale.

Diversi i temi trattati durante l’incontro, attraverso il quale i candidati hanno voluto illustrare i punti cardine dei loro programmi elettorali e le priorità da affrontare in modo immediato, tra queste la sanità e le case della salute, la situazione del completamento Asti-Cuneo, i trasporti ferroviari, a partire dalla mancanza di un collegamento tra gli stessi due capoluoghi provinciali, poi il tema delle comunicazioni, dove centrale è la necessità di estendere la diffusione della banda larga, soprattutto per dare maggiori possibilità di sviluppo alle attività economiche e aziendali. Non sono mancati, nei discorsi dei vari candidati, i temi legati ai diritti sociali, alla crisi economica e a quella energetica. Comune a tutti i candidati, argomento più diretto nella sfida elettorale, è stato il sottolineare le tradizioni storiche legate al territorio.

“Quando una donna come Liliana Segreha detto nel suo intervento Chiara Gribaudo -, che non ha bisogno di presentazioni, ha chiesto a Giorgia Meloni: 'Ma perché non togli quel simbolo dal tuo partito?' La risposta, prima è stata due giorni di silenzio, si vede che doveva guardare i sondaggi, e poi è stato: "Ne siamo orgogliosi". Ecco, noi siamo orgogliosi che le nostre radici siano nell’antifascismo, siano nei valori repubblicani e democratici di questo Paese, ma soprattutto siano nel fondamento di chi di quei valori non si sente reduce. Semmai siamo nipoti, siamo eredi, peraltro siamo dei nani sulle spalle di giganti e da nani sulle spalle di giganti, però, dobbiamo tenere bene a mente e la barra dritta, perché mai come in tempi come questi, dove il vento soffia da un’altra parte, dove è più facile soffiare sulle paure, sulle ansie delle persone che sono aumentate anche a causa di quello che abbiamo vissuto noi, dobbiamo dire non solo che ci siamo, ma che li teniamo per mano, li accompagniamo non con un tono paternalistico, tutt’altro, ma perché insieme vogliamo costruire il Paese del 2027. I nostri pilastri guardano all’Italia del futuro, non a un’Italia che per fortuna è stata superata dai fatti, dalle lotte sociali, dai diritti civili”.

Nel suo intervento più strettamente politico, Gribaudo ha ricordato che il Partito Democratico in questi ultimi anni, con coerenza e senso di responsabilità, si è sempre fatto carico dei problemi del Paese. “Siamo tutti bravi ad andare a tagliare i nastri – ha detto la Gribaudo -; siamo tutti bravi a stare in prima fila, a tenere il pollice alzato, ma il problema è che poi bisogna stare nelle crisi industriali, bisogna cercare di stare laddove ci sono le difficoltà delle persone”.

La deputata del centro sinistra ha poi ricordato che il PD ha fatto parte delle ultime maggioranze di Governo "per senso di responsabilità", anche facendo parte di maggioranze “un po’ più larghe del centrosinistra”, mentre queste elezioni stanno permettendo al Partito Democratico di presentarsi alle elezioni con una vera alleanza di centrosinistra, “molto chiara e anche molto chiara nella visione di Paese”, che all’interno della coalizione stessa, viene chiamata proprio per questo “il piano Italia 2027”.

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