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Attualità | 16 settembre 2022, 09:35

Bra: la pittura dipinge la poesia, Franco Gotta incontra Francesco Marchino

Il risultato della collaborazione è un interessante lavoro ricco dell’esperienza dei due artisti

Bra: la pittura dipinge la poesia, Franco Gotta incontra Francesco Marchino

“E il naufragar m’è dolce in questo mare”, così concludeva Giacomo Leopardi il suo capolavoro poetico, ‘L’infinito’.

E così inizia la dissertazione del filantropo braidese Matteo Gotta che punta i riflettori su un inesplorato percorso artistico: “Ogni uomo ha dentro di sé un animo da sognatore... si sogna per alleggerirci dalle inquietudini umane che agitano ciascuno di noi indubbiamente. Così, anche Francesco Marchino, classe 1970, originario e residente a Pocapaglia, esterna nelle sue opere poetiche tutte le sue speranze, inquietudini, gioie e dolori, occasioni di vita mancate, perse, arenate in sentieri di vita che immancabilmente non si sono percorsi o che si sono abbandonati a metà strada, perché la vita è così, tanto ti dà, ma tanto ti toglie, sia che tu lo voglia o no, per scelte sbagliate o per mancanza di forza vitale e di coraggio, o semplicemente, perché era destino così”.

Per Matteo Gotta la dimensione infinita dell’arte può essere racchiusa dentro i confini dell’umanità, come afferma in relazione all’esperienza poetica di Francesco Marchino: “La sua poesia è uno specchio della condizione umana nei suoi più intrinsechi retaggi. È un sognatore e nella sua arte poetica si rifugia, sotto forma di catarsi, per alleggerirsi dalle miserie umane in uno scenario collettivo che abbraccia tutta la condizione terrena, lasciando sempre però aperto uno spiraglio alla speranza nel futuro”.

Il pensiero del giovane braidese trova la sua interpretazione in un binomio artistico fatto di colori, parole, figure e immagini a metà tra il sogno e la realtà: “Quando la poesia e la pittura si ‘sposano’, in un connubio d’arte, ne nasce una rappresentazione ancor più straordinaria, perché la raffigurazione pittorica, unita alle parole, ti penetra dentro, nel profondo e cattura l’attenzione in un’immagine ‘perfetta’ che in quel momento si vuole esternare, condividendola agli altri”.

Il risultato è un interessante lavoro maturato da due artisti che presentano molti punti di contatto e, per certi versi, coincidono. “La poetica di Francesco Marchino si sposa perfettamente alla pittura dell’artista braidese Franco Gotta. Essendone stato il primo ad ‘avvertirne’ questa perfetta simbiosi di pittura e parole, questo ‘brivido ardente’ che ‘agita’ e sussulta dentro ciascun animo umano, esprimo la mia soddisfazione e gratitudine dal momento che i due artisti hanno accettato questo connubio d’arte, che li porterà nei prossimi mesi a creare un momento culturale che potrà essere visitato dal loro affezionato pubblico”.

Cosa vuol dire “E il naufragar m’è dolce in questo mare”, se non questa condensa irrequieta e vibrante per l’arte, i sogni e l’amore di una generazione ancora piena di voglia di vivere?

Silvia Gullino

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