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Attualità | 15 settembre 2022, 14:30

Nuovo ospedale Cuneo, Icardi: "L’offerta privata? Valutarla è un obbligo. Con Inail accordo complessivo per 1,5 miliardi"

L’assessore regionale dopo le polemiche in Consiglio comunale: "Attendiamo che l’Aso faccia le sue valutazioni, poi decideremo. Abbiamo due miliardi per il più grande piano di edilizia sanitaria del Piemonte dal Dopoguerra a oggi"

Luigi Genesio Icardi, assessore regionale alla Sanità (foto di Barbara Guazzone)

Luigi Genesio Icardi, assessore regionale alla Sanità (foto di Barbara Guazzone)

"Chi si dice preoccupato da un cambio di rotta rispetto alla strada da percorrere per arrivare alla realizzazione del nuovo ospedale unico non sa bene di cosa parla. I fondi Inail ci sono e lì restano. L’offerta dei privati deve comunque essere valutata, ce lo impone la legge".

Non le manda a dire l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi, interpellato dal nostro giornale in merito alle polemiche sollevatesi dal Consiglio comunale cuneese sull’iter di realizzazione del nuovo ospedale unico del capoluogo.

Il punto si collega alla missione che martedì ha portato l’esponente della Giunta Cirio nella capitale per incontrare i vertici dell’Inail, il presidente Franco Bettoni e il direttore generale Andrea Tardiola. Oggetto del confronto la definizione dell’accordo in discussione tra i due enti per la valorizzazione dei progetti Inail riguardanti gli 8 nuovi ospedali che la Regione Piemonte intende mettere al centro di quello che lo stesso Icardi, forte di una provvista complessiva pari a 2 miliardi di euro, non ha remore a descrivere come "il più grande piano di edilizia sanitaria del Piemonte dal Dopoguerra a oggi".

Insieme a quelli della Granda – Cuneo e Savigliano-Saluzzo – la Giunta regionale intende infatti mettere in cantiere nei prossimi anni altre sei nuove strutture ospedaliere tra Torino (due), Alessandria, Vercelli, Ivrea e il Verbano Cusio Ossola. Due di queste, tra le quali quella del capoluogo cuneese, sono realizzazioni già previste da vecchi Dpcm, mentre le altre sono state messe in agenda dall’attuale Giunta regionale.

Secondo la bozza di protocollo concordata a Roma, l’Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro metterà a disposizione del Piemonte fondi per 1,5 miliardi, mentre assommano a poco meno di 600 milioni le risorse a disposizione di Torino come contributi a fondo perduto ex articolo 20 della legge 67/1988.

Come verranno destinati tali fondi progetto per progetto a seconda della loro provenienza dipenderà da una serie di fattori, uno dei quali si ricollega alla vicenda di casa nostra.

"Per il nuovo ospedale di Cuneo – ribadisce Icardi – siamo come noto di fronte al progetto di partenariato pubblico-privato avanzato dalla società Fininc (facente capo al costruttore narzolese Matterino Dogliani, ndr). Parliamo di una possibilità espressamente prevista dall’articolo 183 del Codice degli Appalti, che stabilisce anche i precisi percorsi che la pubblica amministrazione deve tenere per valutare la convenienza di ogni singola proposta rispetto a un percorso di appalto tradizionale. Questo è quanto successo per Cuneo e https://www.targatocn.it/2022/09/12/sommario/cuneo-e-valli/leggi-notizia/argomenti/cuneo-e-valli/articolo/nuovo-ospedale-unico-di-cuneo-il-comune-attende-le-comparazioni-della-regione-preoccupati-ma-con.htmlin questo momento la palla è nelle mani dell’Azienda Ospedaliera 'Santa Croce’, chiamata a valutare l’offerta dei privati alla luce di un’articolata serie di valutazioni legali, cliniche, gestionali e finanziarie espressamente previste dall’Anac, e volte ad arrivare a una comparazione della proposta e a una valutazione della sua convenienza rispetto all’appalto tradizionale".

"Se queste valutazioni, che impegneranno un arco temporale che credo di poter stimare in due-tre mesi, daranno esito positivo potremmo scegliere se proseguire sulla strada dei fondi Inail o se percorrere quella della partnership pubblico-privata. In questa seconda ipotesi i fondi Inail già destinati, dove peraltro si è passati da una previsione di 310 milioni di spesa a una di 420, a fronte di un necessario adeguamento, non verranno persi ma utilizzati per altre strutture".

"Questo – aggiunge ancora l’assessore – sempre tenendo ben presente che comunque qui non si parla di contributi a fondo perduto. L’Inail non finanzia l’ospedale ma lo costruisce direttamente. La Regione individua il terreno e realizza il progetto, l’ente regionale glieli paga e costruisce una struttura che poi viene affittata per una durata minima di vent’anni, rinnovabili, sulla base di un canone che remunera l’investimento con un tasso del 2,5% oltre all’inflazione. Vero che la Regione la quota capitale, ma gli affitti diventano una spesa corrente che peserà sul bilancio dell’ente per decenni".

Ezio Massucco

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