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Attualità | 14 settembre 2022, 12:53

Caro bollette, nuova tegola per le piscine: Mondovì 'salva' grazie all'efficientamento della struttura

Antonello Paderi di A.Ste.Ma, gestore dell'impianto monregalese e di altri 11 nel nord Italia: "Qui la situazione è sotto controllo per ora, in altri comuni è drammatico, le bollette arrivano a 11 mila euro"

Caro bollette, nuova tegola per le piscine: Mondovì 'salva' grazie all'efficientamento della struttura

Un'altra tegola per le piscine che, dopo aver affrontato i problemi della pandemia, si trovano a dover far quadrare i conti con i rincari delle bollette. Una situazione che colpisce tutti, imprese, associazioni sportive e famiglie, nessuno escluso. 

In Granda come riportavamo ieri su queste colonne (leggi qui), la situazione è critica, l'impianto natatorio comunale di Alba rischia di rimanere chiuso il prossimo inverno, ma così altre strutture della provincia. 

Al momento un segnale di equilibrio arriva da Mondovì dove, grazie all'intervento previsto e reallizzato durante l'amministrazione Adriano, la piscina comunale è stata ristrutturata e resa energeticamente efficiente. L'impianto monregalese è stato infatti oggetto di lavori per circa 2,5 milioni di euro, che hanno interessato in particolare l’impiantistica, la sostituzione degli infissi, il completo rifacimento della copertura, che ora è composto da travature in legno lamellare, proprio per rendere la struttura più efficiente dal punto di vista energetico. 

"Al momento - spiega Antonello Paderi di A.Ste.Ma, società che gestisce l'impianto del Ferrone - la tecnologia e i materiali della rinnovata piscina hanno consentito di contenere i costi, assicurando un buon efficientamento. Bisognerà vedere nei prossimi mesi se il costo dell'energia continuerà a salire. Il Comune di Mondovì con noi si è sempre dimostrato disponibile e attento alle nostre necessità. L'affluenza in questi mesi di riapertura è stata buona e lunedì inizieranno i corsi di nuoto del 2022-23."

 

 

Situazione diversa, in altre zone, dove si rischia di non poter garantire l'apertura nei mesi invernali. 

"In altre strutture la situazione è delicata - prosegue Paderi di A.Ste.Ma, che gestisce 12 impianti tra coperti e scoperti nel nord Italia - Nell'impianto natatorio di Cairo Montenotte la bolletta di luglio 2022 è stata salatissima: la cifra ammontava a tutte le spese dell'intero 2021. Nel caso di Acqui Terme stiamo dialogando con il Comune per individuare una soluzione che consenta di contenere i costi. Non parliamo di cifre piccole, bollette che lo scorso anno si aggiravano sui 5 mila euro quest'anno sono salite a 11 mila. Bisognerà valutare la situazione, come proseguire e se tenere aperto tutto l'inverno".

Arianna Pronestì

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