Dopo la presentazione ufficiale in Granda dei candidati di Azione-Italia Viva e la mattinata di ieri in centro a Cuneo, occasione per incontrare il prefetto e moltissimi cittadini, l'onorevole Enrico Costa, candidato alla Camera nel collegio uninominale Cuneo-Mondovì-Saluzzo, si prepara alla discussione in Commissione Giustizia alla Camera relativa alla riforma del processo penale, in programma da domani, giovedì 8 settembre.
"Difenderemo il lavoro fatto dalla ministra Cartabia – spiega il parlamentare monregalese, vicesegretario nazionale e responsabile giustizia di Azione -. Faremo le nostre osservazioni su temi specifici. Su questo provvedimento emergerà la netta distinzione tra chi davvero ha creduto alla riforma e chi ha solo fatto solamente finta di sostenere il Governo".
"Solo il Terzo Polo ha una posizione coerente e garantista, negli altri vedo caos e ambiguità - prosegue Costa -. Il Pd ha fatto da paravento al M5S, la destra urla 'basta garantismo' e confonde la certezza della pena con quella del carcere. I nostri risultati parlamentari sono li', a partire dalla legge sulla presunzione d'innocenza. Non guarderemo né a destra, né a sinistra, ma alla forza delle nostre proposte e alla capacità di tradurle in norme. Niente slogan o promesse irrealizzabili per il paese, il Terzo Polo nel proprio programma vuole portare soluzioni pragmatiche alle necessità del Paese e soprattutto portare competenza".
Le priorità?
"Separazione delle carriere, impubblicabilità delle ordinanze cautelari, stop alle intercettazioni fuori controllo e all'abuso del carcere preventivo - conclude Costa -. Rimaniamo coerenti con le battaglie portate avanti finora, ma torneremo su determinate questione come i 'fuori ruolo'. Come Azione abbiamo raggiunto diversi risultati importanti sul fronte Giustizia: la legge sulla presunzione di innocenza, il fascicolo di valutazione sulla professionalità dei magistrati, il diritto all'oblio e alle spese legali per gli assolti. Questi obiettivi sono frutto della capacità di prendere idee sensate e trasformarle in emendamenti e norme. Non tutti sono in grado di farlo: nel panorama attuale la maggior parte dei candidati offre promesse e slogan, irrealizzabili e dannosi".