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Attualità | 05 settembre 2022, 16:37

Costi energetici insostenibili, la cartiera Pirinoli di Roccavione sceglie di fermare la produzione

Oggi un incontro con i candidati PD alla Camera Chiara Gribaudo e Mauro Calderoni: “Raccogliamo dal territorio un grido di allarme forte. Occorre lavorare sul price cap, oltre che a strumenti di sostegno come la cassa straordinaria”. Eni non fa offerte per il rinnovo del contratto e l'azienda rischia di rimanere senza gas da fine settembre. Gribaudo: “Eni ha realizzato extraprofitti sul gas, è bene che ora inizino a restituire”

Mauro Calderoni, Ferdinando Tavella, Silvano Carletto, Chiara Gribaudo e Renzo Brussolo

Mauro Calderoni, Ferdinando Tavella, Silvano Carletto, Chiara Gribaudo e Renzo Brussolo

Costi energetici alle stelle e calo della domanda. Una combinazione disastrosa che ha obbligato la cartiera Pirinoli di Roccavione a fermare la produzione giovedì 1° settembre.

Parliamo di un'azienda virtuosa, fondata nel lontano 1872 e salvata nel 2015 dagli stessi dipendenti che hanno fondato una società cooperativa. Dà lavoro a 91 persone, 130 se si conta l'indotto. Trasformano la differenziata in cartoncini multistrato e monolucidi per astucci pieghevoli e cartoncini grigi/grigi per cartotecnica, per tubi e per interfalde. Una realtà di qualità che ha reinvestito gli utili in innovazione e ripartito ristori ai lavoratori. Questo fino allo scorso anno, quando c'erano condizioni di competitivita.

Oggi le bollette del gas hanno avuto un incremento dell'850% rispetto ad un anno e mezzo fa quando ammontavano a 400 mila euro al mese. La bolletta di luglio ad esempio ha superato i 3,2 milioni di euro,nonostante i continui investimenti dell'azienda per ridurre i consumi. Uno dei più importanti nel 2018 con l'acquisto di un impianto di cogenerazione da 7 milioni di euro che utilizza metano e produce internamente tutta l’elettricità e l’energia termica che serve allo stabilimento. Ciò che c'è di meglio sul mercato.

Siamo disarmati. C'erano gli ordini e stavamo lavorando bene, ma a queste condizioni non c'è altra soluzione che fermarci”. Lo dicono a malincuore Silvano Carletto e Ferdinando Tavella, rispettivamente presidente e vice della cooperativa: “Siamo un'azienda energivora e il costo del gas ci penalizza. Abbiamo tentato di contenere gli aumenti energetici aumentando il prezzo dei prodotti, ma questo ha portato ad un inevitabile calo degli ordini. La cartiera è un'azienda a ciclo continuo che non può aprire e chiudere a singhiozzo. Se non ripartiranno gli ordini saremo costretti a ricorrere alla cassa integrazione”.

Oltre al danno, anche la beffa. Il contratto del gas con Eni scade a fine settembre ed è la stessa società ad aver fatto sapere ai vertici Pirinoli di non essere in grado di fare un'offerta. Altri fornitori azzardano un'offerta ma solo con richieste di anticipi sulle forniture di almeno tre mensilità: “Al prezzo del gas attuale, questo potrebbe voler dire anticipare 15 milioni di euro. Una strada impraticabile per noi – continua il presidente Carletto -. Allo stato attuale saremo senza gas da fine settembre. Il futuro è incerto”.

"Senza contare lo squilibrio di competitività che subiamo anche a livello europeo. Noi vendiamo in tutta Europa e nel Nord Africa e siamo costretti a confrontarci con competitor che possono beneficiare dell'utilizzo di altre fonti energetiche con prezzi nettamente inferiori, come carbone e nucleare", aggiunge Carletto.

Per questo nella mattinata di oggi, lunedì 5 settembre, i vertici Pirinoli hanno incontrato la deputata PD Chiara Gribaudo, capolista nel collegio plurinominale Piemonte 2, da sembre vicina alla storia della Pirinoli. Con lei anche il sindaco di Saluzzo e segretario provinciale del Pd cuneese Mauro Calderoni, candidato alla Camera nel collegio uninominale Piemonte 2. Presente poi la sindaca di Roccavione Germana Avena e Renzo Brussolo di Legacoop Piemonte.

Raccogliamo dal territorio un grido di allarme forte – ha commentato la deputata dem Chiara Gribaudo -. Serve un percorso condiviso sul fronte lavoro e del caroenergia in questo momento di grande difficoltà. Da sempre il PD ha sostenuto la linea del 'price cap'. Occorre lavorare sul controllo dei prezzi dell'energia anche sui mercati europei, oltre che a strumenti di sostegno come la cassa straordinaria. Inoltre si deve raddoppiare il credito di imposta, in modo particolare per le aziende energivore. Infine non è possibile che un'azienda come Eni, partecipata dallo Stato, non abbia la volontà di fare offerte a un'azienda che ha sempre operato correttamente sul mercato e che non ha mai avuto posizioni debitorie. Eni ha realizzato extraprofitti sul gas, è bene che ora inizino a restituire”.

Pirinoli è una società cooperativa sana, che ha reinvestito in innovazione e attenta ai temi energetici. Ora è stata costretta a fermare lo stabilimento per cause esterne. La carenza degli ordini è strettamente connessa a quella del caroenergia. È oggettivo. Per questo oggi siamo qui e chiediamo alla politica massima attenzione all'economia. Il carobollette rischia di mettere in ginocchio tutto il sistema”, conclude Renzo Brussolo di Legacoop.

Cristina Mazzariello

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