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Curiosità | 12 agosto 2022, 14:51

Un mese senza Tony Binarelli: il ricordo di Mago Sales e l’intervista al Caffè Letterario di Bra

Tanti aneddoti da raccontare: l’incontro con Fellini e la volta che prestò le sue ‘mani’ a Terence Hill

Un mese senza Tony Binarelli: il ricordo di Mago Sales e l’intervista al Caffè Letterario di Bra

Le sue mani le abbiamo conosciute molto bene. Vi ricordate l’esilarante scena della partita di poker in ‘...Continuavano a chiamarlo Trinità’, dove Terence Hill, mischiando le carte compie incredibili virtuosismi? Quelle mani erano di Tony Binarelli.

Ho usato tutti i miei trucchi: ho spezzato con tre dita il mazzo, ho mischiato le carte con un gioco velocissimo, ho aperto con sole due dita a ventaglio tutto il mazzo”. Quelle mani non ci sono più. Il mago e illusionista più famoso della tv si è spento a Roma lo scorso 12 luglio.

Aveva 81 anni e lo ricordiamo sorridente con la battuta pronta e tanta voglia di raccontarsi e di donarsi al suo pubblico, come in occasione dell’inaugurazione del Museo della Magia di Cherasco, ospite di don Silvio Mantelli, alias Mago Sales, che tanto lo stimava: “Tony era una persona gentile, generosa, disponibile, sempre con il sorriso sulle labbra. Se n’è andato un grande mago e soprattutto un amico. Resterà indimenticabile”.

È stato bello aver avuto la possibilità di dare del tu a Tony Binarelli. Era un prestigiatore eccezionale, che con i suoi show aveva accompagnato le domeniche di tutti gli italiani e che con i suoi giochi aveva incantato milioni di persone.

Una vita spettacolare tra televisione, cinema e teatro, fatta di trucchi, nel senso buono del termine. Mezzo secolo di carriera in un’Italia abituata a illudersi e che per questo, forse, ha sempre guardato alle sue magie con lo stesso stupore con cui i bambini guardano i cartoni animati.

Magie che sarebbero diventate la sua professione, facendo di lui uno dei maghi più premiati in Italia e non solo. Nel 1967, 1970 e 1973 ha messo in bacheca tre Campionati mondiali di illusionismo. Dal 1991 al 1995 conquistò, unico prestigiatore, il Telegatto, l’oscar italiano della televisione e venne premiato anche a Montecarlo (1998) e Las Vegas (2000). Per tutti questi meriti, nel 2008 fu nominato Cavaliere della Repubblica, onorificenza che lo commosse e lo riempì di orgoglio.

E dire che tutto cominciò quando era bambino. “Ero al mare a Follonica e la bronchite mi impediva di fare il bagno. Mi annoiavo. Allora entrai in una libreria e rimasi incuriosito da un libro in alto sullo scaffale. Mi arrampicai. Persi l’equilibrio, caddi e feci crollare tutto, ritrovandomi sulla testa proprio quel libro. Era di magia, lo lessi e ne rimasi affascinato”. Fu un segno del destino.

Da allora chiese di ricevere in regalo solo testi di magia, illusionismo, giochi di prestigio, grazie ai quali, ancora adolescente, cominciò ad esibirsi nelle parrocchie. Fu in uno di questi show che conobbe la futura moglie, Marina. Dal palco azzeccò il numero di telefono, conquistandola a tal punto da riuscire a farsi dare l’indirizzo di casa.  Il giorno dopo le mandò tante rose quante la somma dei numeri indovinati.

Crescendo cambiò strada, prendendo il diploma di ragioniere e trovando lavoro presso una ditta automobilistica. Il mondo della magia, però, non lo ha mai lasciato e ciò che lui considerava solo un hobby prese il sopravvento. E dopo 14 anni da impiegato, lasciò tutto per seguire la sua passione.

Cominciò così un’iperbole artistica costellata di tanti successi e soddisfazioni. Binarelli con la sua magia ha illuminato i programmi di Corrado, Mike Bongiorno e Pippo Baudo. Per vent’anni, con il suo modo di fare garbato e quel talento inarrivabile, si è affermato come star del piccolo schermo, diventando una presenza fissa dal 1991 al 1995 nello storico programma di Canale 5, Buona Domenica.

In televisione ha anche recitato nella parte di se stesso nelle due puntate dello sceneggiato Rai del 1972 ‘Serata al Gatto Nero’. Grande protagonista anche a Domenica in e in giro per l’Italia con le sue performance live, dove attirava folle di curiosi e vedeva sempre in prima fila i bambini, affascinati dal mondo dell’illusione.

Tuttavia, il suo carisma non attirò solo gente comune, ma anche grandi nomi, come il regista Federico Fellini: “Aveva una grande passione per la magia e disse ad una mia amica attrice che gli sarebbe piaciuto conoscermi. Ci incontrammo ad una cena. Mi chiese di fargli vedere qualcosa. Presi un mazzo di carte e lui cominciò a spostare un tavolino, poi cambiò una luce, riposizionando le sedie e mi disse: ‘Adesso fai il tuo gioco’. Gli chiesi il motivo di quello strano comportamento e lui mi spiegò: ‘Voglio godere al massimo del tuo personaggio. Ti ho creato la scenografia affinché tu possa essere valorizzato’”.

Illusionismo, micromagia, cartomagia, mentalismo, prestidigitazione e fenomeni paranormali. Questi i campi di indagine e le eccellenze di Antonio Binarelli, questo il vero nome.

Allenava le mani appallottolando i fogli di carta, stringendo le palline o sollevando le bottiglie dal collo, dopo averci infilato le dita. L’abilità a maneggiare le carte gli aveva aperto le porte del cinema come controfigura degli attori durante le partite di poker. “Mi chiamavano Mister Contromani, perché come ci sono le controfigure che vengono utilizzate al posto degli attori, quando l’attore deve essere bravo con le mani mi sostituivo io”.

Tanti i suoi successi, ma anche grandi incontri ed episodi conosciuti da pochi. “Ricordo l’esperienza con Terence Hill sul set del film ‘…Continuavano a chiamarlo Trinità’. Avevamo a disposizione una maglia sola. Quella maglia bucata, sudata e sporca di polvere, dovevamo scambiarcela. Lui faceva la scena, poi la maglia la mettevo io e la telecamera riprendeva le mani. Così, tra fisarmoniche e ventagli del saloon, sembrava che Terence Hill fosse un grandissimo giocatore. Alla prima del film, in sala, dopo la scena della partita a carte, partì dal pubblico un grande applauso: per me è come una medaglia che porto sul petto, più di molte altre”.

Non era, questo, il suo unico motivo d’orgoglio. Oltre a Terence Hill, le sue mani così veloci nel far scomparire e riapparire le cose le regalò anche a uomini e donne in oltre cinquanta pellicole, da Rex Harrison, Charles Bronson, e Gina Lollobrigida ad Alain Delon e Brigitte Bardot in ‘Tre passi nel delirio’. Come attore ha partecipato a ‘Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni’, per la regia di Sergio Corbucci e ‘Io sto con gli ippopotami’, di Italo Zingarelli.

Negli anni si era anche dedicato alla formazione dei colleghi più giovani. Nel 2004 fu lui a organizzare a Hollywood la prima settimana magica italiana al Magic Castle. Nel 1988 ha fondato e diretto la rivista ‘Qui magia’. Fu vicepresidente territoriale per l’Italia dell’IBM (International Brotherhood of Magicians) e nel 1995 creò il corso professionale, nonché l’omonimo trofeo ‘Qui magia’, che si è tenuto per dieci edizioni. Divenne, infine, consulente per il Teatro Sistina di Roma, dove portò numerosi spettacoli, dando ai giovani maghi e artisti la chance per farsi conoscere.

Nel mercato editoriale ebbero grande successo i suoi manuali di magia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo ‘Quinta Dimensione’ (2008), un corso di esercizi pratici, adatti a tutti, utili ad allenare le sconfinate potenzialità della mente, per familiarizzare con la trasmissione del pensiero e con l’ipnosi. Un modo per oltrepassare la sfera delle nostre percezioni sensibili. “Noi siamo parte della Natura. Essa è energia e noi stessi siamo energia. Dobbiamo solo trovare il modo e le chiavi per usarla. Una di queste è la suggestione, ed è per questo che la chiamo ‘porta della mente’. Attraverso di essa possiamo muoverci ed agire in una dimensione diversa, quella Quinta Dimensione che ispira i miei pensieri da oltre trent’anni”.

Peccato che in Italia la magia non fosse apprezzata come lui desiderava: “Il pubblico sta perdendo il gusto a questo tipo di spettacolo, i cui momenti anche nei grandi varietà sono sempre più rari”, ecco perché il suo sogno nel cassetto era quello di un grande spettacolo televisivo, dove la magia fosse protagonista assoluta.

Detto questo, l’intervista non poteva che concludersi con una delle sue magie. “Pensa a un numero”, mi disse. E pensai al numero 10. “Hai pensato al numero 10”. Fantastico Tony Binarelli!

Silvia Gullino

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