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lavocedialba.it | 11 agosto 2022, 09:27

«Anche ad Alba non manca la povertà che si manifesta in varie forme»: le parole del vescovo Marco Brunetti

La sua riflessione durante l'omelia ai fedeli presenti alla Santa Messa dedicata a San Lorenzo, il Santo Patrono festeggiato il 10 agosto

Monsignor Marco Brunetti, vescovo della Diocesi di Alba, ha esortato a riflettere sui diversi stati in cui si manifesta la povertà (Foto Severino Marcato)

Monsignor Marco Brunetti, vescovo della Diocesi di Alba, ha esortato a riflettere sui diversi stati in cui si manifesta la povertà (Foto Severino Marcato)

La festa di San Lorenzo ad Alba non è solo una giornata dedicata ad eventi e divertimento ma diventa occasione per riflettere sullo stato di salute della città dal punto di vista sociale e solidale. Durante la Santa Messa dedicata al Santo Patrono, il vescovo della Diocesi di Alba, Monsignor Marco Brunetti ha preso spunto dalla vita e dall’esempio del martire Lorenzo per richiamare i cristiani al dovere della carità, che fa parte della missione della Chiesa, come conseguenza diretta dell’annuncio del Vangelo e della celebrazione dei sacramenti.

«La nostra città è abitata da diverse povertà - afferma il vescovo - perchè sono molti i volti della povertà! San Lorenzo, santo della carità ci sprona a non tacere, a farci carico di queste situazioni, a far sì che le nostre istituzioni, con senso di responsabilità, facciano leggi che veramente pongano rimedio alla povertà in tutte le forme in cui si manifesta, promuovendo la persona e superando ogni forma di assistenzialismo o, peggio ancora, di indifferenza».

Alla presenza di autorità cittadine, associazioni e fedeli di tutta la diocesi, il vescovo ha invitato i cristiani, oltre che le istituzioni, ad agire con senso di responsabilità, davanti ai problemi generati da difficoltà economiche, malattie, sfruttamento e caporalato, gioco d’azzardo, condizioni come quelle vissute dai detenuti in carcere. Situazioni in cui «“Caritas Christi urget nos”, l’amore di Cristo ci spinge, è il vero motore del nostro agire in questo mondo.

Il vescovo precisa bene quali sono le manifestazioni di povertà e dove ce ne si prende cura in città e dichiara: «Anche la nostra Città è abitata da diverse povertà, che non appaiono a prima vista, ai tanti visitatori e turisti che la percorrono superficialmente e distrattamente. Sono i Centri di ascolto della Caritas, della pastorale Migrantes, di tante Associazioni di volontariato presenti sul nostro territorio che ci ricordano che sono molti a soffrire a causa del momento difficile che stiamo attraversando, per motivi economici, per solitudini che portano alla depressione, per lo sfruttamento e il caporalato nel tempo della vendemmia di tanti stranieri che vengono a cercare lavoro, per la disperazione dovuta al fatto che interi patrimoni svaniscono a causa del gioco d’azzardo riducendo molte famiglie sul lastrico e facendo ammalare molte persone fragili, situazioni che si potrebbero risolvere proibendo o perlomeno limitando la presenza di questi giochi “diabolici “ in tanti locali pubblici e privati, soprattutto se vicini alle scuole, alle chiese o ai giardini pubblici.

Penso anche alle persone detenute nella nostra Casa circondariale di Alba, attualmente adibita ad ospitare persone giunte a fine pena in attesa di progetti lavorativi ed abitativi per una effettiva riabilitazione che ridoni piena dignità a chi ha pagato il suo debito con la giustizia.

Faccio un appello alle istituzioni preposte affinché queste persone possano al più presto uscire da questa triste situazione e tornare ad una vita dignitosa insieme alle loro famiglie. La nostra Città non può rimanere indifferente! Sono molti, come vedete i volti della povertà!.

Redazione

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