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Attualità | 31 luglio 2022, 10:13

Mondovì riscopre la storia dell’officina e della moto Beccaria

Presentata ieri la ricerca "Chi era G. Beccaria", condotta dal Motoclub Grandabike in collaborazione con l'ingegner Fiorello Formichetti del registro storico Federazione Motociclistica Italiana

Mondovì riscopre la storia dell’officina e della moto Beccaria

Scoprire la passione e riportare alla luce la storia di auto e moto che hanno segnato la storia. Mondovì e motori si conferma una kermesse di divertimento, incontro, scambio e riscoperta.

Lo dimostra anche la ricerca e la riscoperta della storia della Moto Beccaria e di Giuseppe (Stefano) Beccaria, titolare tra il 1920 e 1930 di un'officina meccanica in via Villanova, oggi via Vittorio Veneto. 

Lo studio "Chi era G. Beccaria", condotto dal Motoclub Grandabike in collaborazione con l'ingegner Fiorello Formichetti del registro storico della Federazione Motociclistica Italiana (Fmi), è stato presentato ieri, sabato 30 luglio, in sala Scimè.

Sua l’idea di un prototipo, declinato in vari modelli, che riemerge a distanza di quasi un secolo a Roma. E fa partire una vera e propria indagine fatta di incontri, ricerche a ritroso negli anni, confronti. Perché quell’esemplare testimonia intuizioni e conoscenze tecniche non comuni per l’epoca. Il Motoclub Grandabike di Roccaforte Mondovì e il suo direttivo, coordinato dal presidente Luca Gavotto, raccoglie la sfida. Con un’idea: riportare la motocicletta a Mondovì e raccontare la storia del suo ideatore.

Alla conferenza, moderata dal dott. Claudio Sarotto, sono intervenuti oltre al presidente di Grandabike Luca Gavotto e l'ing. Formichetti, anche il dottor Roberto Beccaria discendente dello storico titolare dell’officina monregalese e Fiorello Formichetti, proprietario dell’unico esemplare finora conosciuto ed ancora funzionante del prototipo realizzato dalle officine Beccaria.

“La ricerca – ha spiegato Luca Gavotto, oggi alla guida del Motoclub Grandabike -, inaugurata dal nostro ex presidente Gianfranco Garelli, ha coinvolto persone ed enti, creando una vera e propria catena di collaborazioni, a partire dall’impegno e dalla disponibilità a sostegno del progetto da subito dimostrata da parte del consigliere regionale Paolo Bongioanni, il vice presidente dell'ATL Cuneese Rocco Pulitanò, che mi hanno messo in contatto con il dott. Sarotto, appassionato di motori e Alfredo peira, che son stati fondamentali per la loro esperienza e tutto l’appogio anche morale ricevuto. Grazie alla nuova amministrazione comunale di Mondovì, agli uffici e all'assessore Terreno che ha capito l’importanza del progetto e che è stato il motore portante per creare questo evento in un lasso breve di tempo. Grazie di cuore all'Associazione La Funicolare rappresentata qui dal suo presidente Mattia Germone e ovviamente a tutti gli sponsor".

Un ringraziamento infine è stato rivolto alle amministrazioni di Rocca de' Baldi, Roccaforte Mondovì e Piozzo, rappresentate in sala dai rispettivi sindaci Bruno Curti, Paolo Bongiovanni e Antonio Accoinciaioco. 

"A causa della difficoltà nel reperire motori, per le sue creazioni. - hanno spiegato Claudio Sarotto - "Beccaria successivamente intraprese l'attività di"collaudatore" di aerei all'aeroporto di Villanova d'Albenga. Abbiamo svolto la ricerca per "l'unicità e rarità" del motociclo in oggetto ad oggi conosciuto.

Delle innovazioni riportate nella costruzione delle suddette moto, non solo dal punto di vista telaistico ma anche elettrico e meccanico, si è persa la memoria.

La ricerca è iniziata per un ritrovamento fortuito di una moto anonima acquistata dall'esaminatore Fiorello Formichetti. Durante i lavori di restauro e studiando la fattura della moto è risalito all'identità originale della moto "LA MOTO BECCARIA".

Purtroppo le uniche notizie in possesso risalgono ai dati riportati sul libro dell'Ing. Milani: riportavano dépliant dell'epoca di vari modelli ma mancava una bibliografia anagrafica. Parlando con appassionati di moto d'epoca, il mio amico Danilo Basso mi ha parlato di un articolo dell'A.S.I. riportato sul giornale "manovella".

In modo del tutto fortuito Adriano Roberto Fenoglio, su un numero del suddetto giornale accidentalmente caduto a terra, si apre sulla pagina dell'articolo che descriveva la moto "Beccaria" Leggendo l'articolo ho scoperto che collaboravano per "Beccaria" anche i sigg. Airaldi, Fracchia e Caramelli.

Allora poi il socio del Motoclub Jury Sartorio mi ha presentato al figlio di Airaldi: Giuseppe. Quest'ultimo mi ha parlato di un nipote del Beccaria, che abita Genova. Da informazioni avute sono riuscito a contattarlo via mail e così è stato possibile quindi ricostruire la storia di  Beccaria e della moto".

Arianna Pronestì

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