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Politica | 30 luglio 2022, 10:49

VERSO LE ELEZONI Lega, le sorti di Bergesio e Gastaldi nelle mani di Salvini

Sarà una settimana di passione per il senatore e il giovane deputato che attendono di conoscere il loro destino. Gli alti consensi ottenuti alle europee in provincia (quasi il 44%) dovrebbero essere buone credenziali, ma col “centralismo democratico” che vige nel partito nulla può essere dato per scontato

Giorgio Bergesio e Flavio Gastaldi

Giorgio Bergesio e Flavio Gastaldi

 

Nella Lega nessuno parla.

Non parlano i due diretti interessati, il senatore e segretario provinciale Giorgio Bergesio e il giovane deputato sindaco di Genola Flavio Gastaldi. E tacciono anche i loro rispettivi uomini in Consiglio regionale, Paolo Demarchi e Matteo Gagliasso.

“Un silenzio che non vuole essere scortesia – spiegano alzando le mani – ma semplicemente perché i primi a non saperne nulla siamo proprio noi”.

In altre circostanze, ci sarebbe stato da pensare alla solita bugia politica, buona per depistare i giornalisti, ma in questo caso c’è da crederci.

Nel centrodestra, i collegi sono già stati divisi per sommi capi fra i tre partiti; la ripartizione deve però essere perfezionata con un’ulteriore spartizione (che avverrà sulla base di sondaggi interni) tra quelli ritenuti “sicuri”, “contendibili”, cioè più difficili da conquistare e, dunque, maggiormente a rischio, e quelli “ai limiti dell’impossibile”, quasi certamente perduti per il centrodestra.

Il “centralismo democratico” – un tempo appannaggio del Pci e ora fatto proprio dalla Lega Salvini premier – fa vivere queste giornate in ansia ai due parlamentari cuneesi di quello che un tempo era chiamato Carroccio.

Flavio Gastaldi è stato eletto deputato nel 2018, a soli 26 anni, nel collegio

uninominale Cuneo-Saluzzo-Savigliano, dov’era candidato del centrodestra battendo il viceministro uscente dell’Agricoltura Andrea Olivero, espresso dal centrosinistra. Gastaldi, quattro anni fa, aveva ottenuto il 46,67% contro il 24,05% di Olivero.

Da sempre vicino al segretario regionale e capogruppo a Montecitorio, Riccardo Molinari, conta sui suoi buoni uffici per una riconferma sul collegio camerale di Cuneo, divenuto ora geograficamente più esteso di allora.


Giorgio Maria Bergesio, candidato sul collegio senatoriale plurinominale del Piemonte in posizione numero tre, grazie all’alta percentuale di consensi ottenuti dalla Lega aveva potuto accedere a Palazzo Madama in quanto Simona Pergreffi di Bergamo, catapultata in Piemonte con una doppia candidatura, era stata contemporaneamente eletta sull’uninominale a Treviglio, in Lombardia.

In virtù dei resti, alla Lega erano stati attribuiti due seggi al Senato sul Piemonte 2, il primo a Enrico Montani di Verbania, il secondo all’ex sindaco di Cervere ed ex presidente del Consiglio provinciale di Cuneo nonché segretario del partito.

Bergesio ha tra i suoi maggiori sponsor il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, marito dell’eurodeputata Gianna Gancia, uno dei pochi esponenti della Lega della prima ora rimasto in campo in virtù della sua ottima conoscenza della macchina parlamentare.

Il loro destino è nelle mani di Matteo Salvini, ma per conoscerlo dovranno attendere ancora qualche giorno.

A complicare i loro sogni – secondo indiscrezioni – sembrava potesse paventarsi la concorrenza di Laura Ravetto, parlamentare di origini cuneesi, che - nel novembre 2020 - aveva lasciato Forza Italia per approdare alla Lega. Eletta quattro anni fa in Lombardia, proprio in virtù dei suoi natali cuneesi, si diceva dovesse essere spostata in Piemonte per carenza di “quote rosa”, ma – stando alle poche voci che giungono dal quartier generale di Milano – sembra che così non sarà.

Le aspettative di via Bellerio nei confronti della Lega cuneese sono alte:

nel 2018 in provincia il partito aveva ottenuto il 27,40, con un balzo di 20 punti percentuali rispetto ai dati delle politiche precedenti (2013). Alle europee del 2019 aveva sfiorato il 44% e alle regionali dello stesso anno il 43%.

Cifre che dovrebbero essere buone credenziali per entrambi, pur tuttavia – in questa fase – nulla può essere dato per scontato.


Giampaolo Testa

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