Attualità - 29 luglio 2022, 12:38

Giancarlo Floris nuovo dirigente della Mobile di Cuneo: "Un sogno che si realizza, per cui ho lavorato tanto"

Poliziotto di grande esperienza, tre anni fa ha partecipato al concorso per diventare funzionario. Già vice dell'ex dirigente Pietro Nen, da due mesi circa ne ha preso il posto

Giancarlo Floris nuovo dirigente della Mobile di Cuneo: "Un sogno che si realizza, per cui ho lavorato tanto"

Entrato in Polizia nel 1984, per trenta è stato un agente della Squadra Mobile della Questura di Cuneo. Da un paio di mesi, all'età di 57 anni, ne è diventato dirigente. "Ambivo a questo ruolo da tempo. E' un sogno che si realizza. Si sono concretizzate alcune circostanze che mi hanno permesso di diventarlo. Sono davvero soddisfatto e felice. Il mio lavoro è cambiato, ovviamente, ho altri compiti e responsabilità che mi affascinano", sottolinea. 

La Mobile è l'ufficio investigativo della Polizia di Stato e svolge attività d'indagine sia di propria iniziativa, che su delega dell'autorità giudiziaria. Gli operatori addetti a questo servizio non vestono quasi mai l'uniforme, così come utilizzano le auto civetta e non quelle riconoscibili, perché si muovono praticamente sempre in "borghese".

Floris, nei suoi anni in Polizia, è stato protagonista delle più importanti operazioni del reparto. Vice di Pietro Nen, ex dirigente da fine marzo trasferito a Roma, adesso ne ha preso il posto, dopo aver partecipato, tre anni fa, ad un concorso per diventare funzionario della Polizia ed averlo vinto.

"Ci sono state delle condizioni che mi hanno permesso di arrivare ad occupare questo ruolo. La laurea in Scienze dell'organizzazione e amministrazione, il corso scorta svolto in Sardegna o le trsferte nei centri migranti della penisola. Devo dire che ho sempre lavorato con serietà e dedizione, sono partito da semplice agente e con grande impegno sono arrivato finalmente ad occupare questo incarico importante", continua.

Come si dirige una squadra di uomini che fino a due mesi erano colleghi? "Ho sempre lavorato con uomini intelligenti e per bene, con un alto senso del dovere e del lavoro. Il fatto di essere prima di tutto amici e di aver lavorato per tanti anni fianco a fianco, non incide sul rispetto del ruolo. Io adesso sono il dirigente e loro si comportano di conseguenza. Ma l'amicizia e la stima reciproca non sono cambiati, sono cambiati i ruoli, ma senza intaccare l'ottimo clima che sempre ha caratterizzato la Squadra Mobile di Cuneo".

Barbara Simonelli

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