ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022
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lavocedialba.it | 28 luglio 2022, 07:14

VERSO LE ELEZIONI Il destino di molti “Fratelli” che sperano è nelle mani di Guido Crosetto

La schiera degli aspiranti è lunga, ma la coperta è stretta. Sarà comunque il Gigante di Marene ad avere l’ultima parola in Piemonte – d’intesa con Giorgia Meloni e il segretario regionale Fabrizio Comba - sulla formazione delle liste. I cuneesi sognano tre posti tra Camera e Senato

Guido Crosetto

Guido Crosetto

Da qualche giorno Guido Crosetto è irraggiungibile.

Nemmeno gli amici più stretti, pare, riescano più a mettersi in contatto con lui. C’è da capirlo. Subissato com’è di richieste di candidature non si fa trovare. Ma questo non significa che il suo occhio non vigili attento sul Piemonte e sul “suo” Cuneese.

Inutile tergiversare: il destino di molti aspiranti parlamentari che premono in queste ore alle sua porta è nelle sue mani.

Dalla Granda, certi che sarà un trionfo per il partito che lui ha fondato insieme a Giorgia Meloni, i suoi Fratelli aspettano con ansia di vedere quale sarà il movimento del suo pollicione. Se si leverà in alto, significherà via libera all’apertura delle porte per Montecitorio o Palazzo Madama. In caso contrario i sogni dovranno essere riposti nel cassetto.

Mai come in questa occasione, infatti, le liste saranno decise e preconfezionate a Roma con nullo o scarso peso da parte dalle realtà locali. Ciò vale per Fratelli d’Italia, ma anche per tutti gli altri partiti. Diciamo che i sondaggi (per quel che possono valere) indicano FdI in pole rispetto ad altre forze politiche per cui è qui che si concentrano le maggiori ambizioni.

Preme il capogruppo regionale Paolo Bongioanni, il quale abbandonerebbe volentieri la guida del gruppo di Palazzo Lascaris per un seggio, non fa differenza se alla Camera o al Senato.

Ma non è il solo. Anche la riconfermata sindaca di Argentera, Monica Ciaburro, certamente ricandidata, attende di sapere quale posizione le sarà assegnata.

L’essere donna e deputata uscente, in questa congiuntura, la avvantaggia ma il ventilato arrivo in Piemonte della senatrice Daniela Santanchè e l’eventuale scesa in pista dell’assessore regionale Elena Chiorino potrebbero farla slittare di qualche posizione, ragion per cui anche per lei nulla può essere dato per scontato.

In lista d’attesa (nonostante l’interessato abbia sempre formalmente declinato) ci sono anche il coordinatore provinciale William Casoni, ex potente vicepresidente della Regione ai tempi di Enzo Ghigo e l’ex vicepresidente forzista del Consiglio regionale Pierfrancesco Toselli, che – dicono i bene informati – abbia da qualche tempo rinvigorito il suo antico rapporto di amicizia con Crosetto e col segretario regionale Fabrizio Comba.

E poi ci sono i giovani emergenti di stretta osservanza crosettiana come Marco Buttieri, saviglianese, vicepresidente dell’Atc Piemonte Sud e componente della giunta nazionale di Federcasa entrato da poco nel board europeo di questa importante realtà.

Sempre dall’area saviglianese, un altro crosettiano di ferro: il riconfermato sindaco di Racconigi, Valerio Oderda, anche se i bene informati dicono che il suo nome potrebbe essere calato a breve da FdI sul tavolo degli alleati di centrodestra quando si tratterà di eleggere il nuovo presidente della Provincia.

Un altro nome che circola insistentemente è quello di Roberto Russo, braidese, già assessore provinciale e candidato alle regionali nel 2019.

Da Cuneo, i maggiorenti del partito, in queste ore, cercano ognuno di far valere le proprie, influenti amicizie.

Anche il “patriarca” Paolo Chiarenza, storico esponente della destra cuneese, cerca di tessere la sua tela intensificando i contatti con Ignazio La Russa (ma non solo con lui), sperando che la componente ex Movimento Sociale, poi Alleanza Nazionale, non venga sacrificata in nome del “tutto nuovo”.

Resta il fatto che Guido Crosetto - a maggior ragione ora che in molti già lo indicano come futuro ministro se non addirittura possibile premier in caso di vittoria del centrodestra e di un netto sorpasso di FdI su Forza Italia e Lega - ha in mano le liste di buona parte del Nord Italia.

La consegna per tutti, dai futuri candidati ai militanti, è di far capire ai partner della coalizione del centrodestra che il bastone del comando adesso ce l’ha Giorgia.

L’imperativo categorico, dunque, è non solo vincere, ma battere la Lega specie qui in provincia dove alle europee aveva sfiorato il 45% e alle regionali il 43%.

Forza Italia – sia detto per inciso – pare preoccupare meno, almeno a questa latitudine.

Nonostante le pressioni, l’ex sindaco di Marene (che di strada ne ha fatta tanta) difficilmente sarà in campo. Il Gigante di Marene studia e osserva dietro le quinte cercando di trovare uomini e donne che – oltre la fedeltà al partito – possano garantire competenze di governo alla squadra in caso di vittoria.

È possibile che dal suo cilindro (d’intesa con la segretaria regionale e nazionale) esca qualche sorpresa, forse un nome importante dal mondo delle imprese. Tuttavia, la corsa contro il tempo non gli consente ampi margini di manovra.

Il taglio deciso da pressochè tutti i gruppi parlamentari e poi suggellato dal referendum confermativo, ha ridotto drasticamente la rappresentanza parlamentare del Piemonte, portandola da 67 a 43.

I tanti “Fratelli” aspiranti, dunque, non possono non considerare questo ineludibile aspetto: molti sono i chiamati, pochi saranno gli eletti.

Giampaolo Testa

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