“Il re dei versi incontrò frate Francesco un giorno nel monastero di Colpersito a San Severino Marche; fu trafitto dalla sua parola e una scintilla nuova si accese dentro di lui. Avvenne, forse, per lui, quello che avvenne per San Paolo sulla via di Damasco…”.
L’autore di queste righe è nientemeno che papa Francesco nella ‘lettera introduttiva a un giovane fratello in ricerca’, che apre il libro del cardinale cappuccino padre Raniero Cantalamessa, dal titolo: Francesco giullare di Dio. Raccontato ai giovani da frate Pacifico ‘re dei versi’ (Edizioni Francescane Italiane).
Padre Raniero Cantalamessa non ha bisogno di tante presentazioni, è noto per aver dato ‘Le ragioni della speranza’, commentando il Vangelo dagli schermi della tv. È il predicatore del Papa, lo sappiamo, ma è anche teologo, docente universitario, soprattutto un predicatore che non fa prediche, ma un semplice annunciatore del Vangelo.
Nel suo ultimo libro racconta la singolare vicenda di Guglielmo da Lisciano, cantastorie di successo, che incontrò Francesco d’Assisi e ne divenne uno dei primi compagni con il nome di frate Pacifico. I due si conobbero “Presso il monastero di Colpersito a San Severino Marche - scrive nella prefazione del libro fra Sergio Lorenzini, Ministro provinciale dei frati minori cappuccini delle Marche -. Era probabilmente il 1212. Francesco tornava da Ancona, dopo essersi imbarcato per tentare invano di raggiungere la Siria, mentre Guglielmo omaggiava di una visita di cortesia una sua parente religiosa lì residente. Le loro vite si toccarono in quell’incontro provvidenziale”.
Dunque, sono i giovani ad essere i primi destinatari di questo libro che padre Raniero Cantalamessa ha scritto con il pieno imprimatur del Pontefice. “Il re dei versi, la cui storia leggerai nelle pagine che seguono - scrive in apertura il Santo Padre, rivolgendosi ad ogni giovane -, amava la vita e, come tutti i ragazzi e le ragazze, desiderava viverla appieno. Era uno tra i più famosi cantori del suo tempo e nel suo impetuoso desiderio di pienezza cercava senza saperlo Colui che solo può riempire il cuore dell’uomo. Cercava e fu trovato. Questo ci mostra una verità ancora più profonda: il Signore desidera che tu lo cerchi, perché egli possa trovarti”.
Guglielmo da Lisciano aveva capito che per conquistare il cielo bisognava rinunciare agli onori di questa terra, seguendo quella ‘musica carismatica’, che veniva da San Francesco d’Assisi. E così il suo cuore divenne finalmente… Pacifico!