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Attualità | 25 luglio 2022, 09:52

Bra, emozione e commozione nella 2ª edizione della ‘pastasciutta antifascista’ (Foto)

Domenica 24 luglio è stato ospite d’onore Adelmo Cervi, figlio di uno dei 7 fratelli uccisi dai nazifascisti

Bra, emozione e commozione nella 2ª edizione della ‘pastasciutta antifascista’ (Foto)

Pieno successo a Bra per la ‘pastasciutta antifascista’, che si è svolta domenica 24 luglio presso l’Area verde di San Michele, sfiorando il centinaio di presenze.

La conviviale è stata organizzata dall’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) nel segno del ricordo della festa popolare voluta dalla famiglia Cervi alla caduta del fascismo ed emblematica del clima generale di speranza, che si respirava in tutto il Paese quel giorno del 25 luglio 1943.

Ha introdotto l’appuntamento Enzo Demaria, presidente della sezione Anpi Alba-Bra, Langhe e Roero, accompagnato dai vice presidenti Michele Cauda e Claudio Gallizio, che ha letto il testamento scritto dal più piccolo dei fratelli Cervi, ucciso anche lui dai fascisti.

Quindi, ha preso la parola per una riflessione Livio Berardo, già presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, nonché presidente della sezione Anpi di Verzuolo. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, i consiglieri comunali Marina Isu e Maria Milazzo, il presidente dell’Anpi Provinciale, Paolo Allemano, oltre alle delegazioni Anpi di Borgo San Dalmazzo e valli, Saluzzo e valle Po con i rispettivi presidenti Maddalena Forneris Giorgio Rossi.

Tutti i convenuti hanno vissuto una giornata all’insegna della memoria e anche della buona cucina, con tavole imbandite con un tocco di bellezza e toni adatti all’appuntamento persino nell’etichetta dei vini. Gran lavoro ai fornelli dei cuochi Gianni e Carla Roiati di Amatrice, coadiuvati dai volontari dell’Anpi.

Senza mai perdere di vista il senso dell’evento, spiegato così dagli organizzatori: “Il 25 luglio del 1943 Mussolini fu destituito e, per festeggiare la caduta del fascismo, la famiglia Cervi, scese per strada e organizzò una grande festa, offrendo la famosa pastasciutta a tutta la popolazione. Nelle pentole vennero cotti dieci quintali di pasta ed a casa dei Cervi giunsero a mangiare i vicini, i parenti, gli amici, i paesani. Sempre nel 1943 la famiglia pagherà un caro prezzo per quel gesto: il giorno 28 dicembre tutti e sette i fratelli verranno fucilati dai nazifascisti. Così, dal 1947, l’Anpi propone una riedizione di quella pastasciutta in tante piazze d’Italia”.

Ospite d’onore una persona che ha fatto dell’antifascismo la propria ragione di vita. Parliamo di Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, il terzo dei sette fratelli Partigiani fucilati nel poligono di tiro di Reggio Emilia.

Adelmo ha raccontato la storia di opposizione al fascismo di suo padre e della sua famiglia attraverso il libro ‘I miei sette padri’. Dolente di non averlo potuto conoscere davvero, Adelmo, che all’epoca della fucilazione aveva solo quattro mesi di vita, va alla ricerca del padre non solo attraverso il ricordo dei fatti storici che hanno riguardato la sua famiglia, ma compiendo una ricerca più intima dell’identità e anche della carnalità di un padre sempre presente, nella sua assenza e nella sua invincibile mancanza.

L’incontro è stato patrocinato dai comuni di Cuneo, Boves, Alba, Bra oltre alle Scuole di Pace di Boves e di Bra, dalla CGIL - CGIL SPI, dalla Libreria La Torre e dalla Fondazione Cerrato.

Così, a distanza di 79 anni da quel 25 luglio 1943, la pastasciutta condivisa tra tutti i partecipanti, come fu per i Cervi, è stato un modo festoso e consapevole per rinnovare il comune sentimento antifascista, solidale ed inclusivo, quanto mai necessario e attuale.

Silvia Gullino


Silvia Gullino

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