Prosegue il calendario di concerti della 46^ edizione di Monfortinjazz.
L'appuntamento di venerdì 22 luglio vedrà protagonista Vinicio Capossela - già a Monforte in tante occasioni e con diversi progetti e formazioni - , che ripercorrerà il repertorio dei suoi standard personali dei primi album con 'Round ne Thirtyfive', accompagnato dagli storici collaboratori Giancarlo Bianchetti, Enrico Lazzarini e Antonio Marangolo che dei primi tre dischi aveva curato gli arrangiamenti, a partire da quel 'All’una e trentacinque circa' a cui il titolo del concerto si richiama.
Il 12 ottobre di 31 anni fa usciva 'All’una e trentacinque circa', il primo disco di Capossela. L’album, nato sotto l’egida del grande Renzo Fantini e tenuto a battesimo da Francesco Guccini, vinse la Targa Tenco e segnò l’inizio di un felice e caleidoscopico percorso artistico. 'All’una e trentacinque circa' il Pjazza di Bellaria Igea Marina si svuotava e diventava la culla dei nottambuli e dei lunatici, quelli che non si arrendono mai e, se si arrendono, lo fanno in grande stile. Erano loro il primo pubblico delle canzoni di questo disco, registrate su una cassetta in un pomeriggio d’agosto del 1989. Un anno dopo la registrazione di quella cassetta, sempre ad agosto, il disco prese vita e divenne una sorta di film noir. Un Round midnight girato nell’Emilia dei CCCP e di Pier Vittorio Tondelli.
Nel 1991 il disco fu premiato con la Targa Tenco per la migliore opera prima, in ex aequo con 'Passa la bellezza' di Mauro Pagani. Così quell’orario di esibizione si è trasformato in un disco odoroso di pioggia e moquette. Lampi biografici, canzoni scritte ad anticipare la vita quando ancora ci si faceva pace. Asfalto, lamieroni, locali epifanici come l’Escandalo o il Corallo. Istantanee disarmanti che rendono epico il viaggio, in cui è il suono, più che il senso delle parole, a dare corpo al mondo.
Domenica 24, invece, alle 18.30 sarà la volta di Les Negresses Vertes e della loro musica, irresistibile miscela di suoni gitani, reggae, ska, chanson français e ritmi nordafricani,l’incontro perfetto di tradizione mediterranea e rock anglosassone.
È il 1988: nel pieno dell'effervescenza del rock alternativo, esce l'album Mlah di Les Négresses Vertes. Si apre con 'La valse à l'accordéon' seguito da 'Zobi la mouche', manifesto post punk del gruppo e 'Voila l'été'. Successivamente arriveranno i titoli 'Sous le soleil de bodega', 'Face à la mer' e tanti altri.
Insieme ai cugini della Mano Negra Les Negresses Vertes hanno dato vita a un vero e proprio genere, la patchanka, che ha invaso il vecchio continente e poi il mondo con un melting- pot musicale che è diventato anche un messaggio culturale. Nella loro musica il racconto di una Parigi multirazziale, fatta degli incontri musicali tra etnie diverse, che si divertiva a mescolare suoni, parole e ritmi, capace anche di entrare in classifica.
Nel maggio ’93 esce l’album 10 remixes 87-93: come rivela il titolo, dieci dei loro brani remixati dai musicisti/dj più cool della scena dance dell’epoca, tra cui spiccano i nomi di Massive Attack, William Orbit, Gangstarr, Kwanzaa Posse e una nuova versione del loro primo singolo '200 Ans D’ Hypocrisie'. Passati 30 anni dalla pubblicazione di 'Mlah', Les Négresses Vertes sono tornati, in formazione praticamente originale e più in forma che mai, per celebrare questo anniversario con un tour che si è svolto dapprima in Francia per poi continuare ain giro per il mondo sull’onda di un’accoglienza entusiasta del pubblico.