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Cronaca | 30 giugno 2022, 18:13

Castelletto Stura, rimedia un naso rotto alla festa di San Magno: a processo il presunto aggressore

Il giovane, rimasto ferito, aveva riconosciuto l'uomo su Facebook ma gli amici dell'imputato negano ogni coinvolgimento, smentendo la ricostruzione dell'accusa e dichiarandosi vittime a loro volta di uno sconosciuto aggressore

Foto di repertorio

Foto di repertorio

“Il nove luglio dell’anno scorso io e i miei amici eravamo alla festa di San Magno organizzata dall’Acli di Castelletto Stura. Alcuni ragazzi, che non conoscevamo, ci avevano accusati di aver colpito al volto una ragazza. Non era vero e anche lei aveva negato il fatto. Ci siamo allontanati e siamo andati a sederci su una panchina sul viale vicino al prato della festa. Poi, siamo stati aggrediti da più di 20 persone”.

Sono queste le parole con cui un 24enne (parte civile) ha iniziato a raccontare al giudice del tribunale di Cuneo il pestaggio di cui è stato vittima l’anno scorso. Ad essere accusato di avergli rotto il naso è S.R., trentenne di Morozzo. “Qualcuno del loro gruppo - ha continuato la parte civile - ha preso per il collo uno dei miei amici facendolo cadere dalla panchina. Poi, hanno aggredito gli altri ragazzi. Ho visto mio fratello a terra circondato da otto persone che lo picchiavano, sono andato verso di lui per aiutarlo e uno mi ha dato un pugno in faccia. Ero una maschera di sangue. In ospedale mi hanno dato una prognosi di 25 giorni per il naso rotto”.

In aula anche il fratello della vittima, aggredito lui stesso: “Ero a terra circondato da queste persone. Ho creduto di morire, poi ho visto mio fratello che si avvicinava e S.R. che gli dava il pugno in pieno volto”. All’individuazione del presunto aggressore i due fratelli sono arrivati grazie a Facebook: “Conoscevamo di vista solo uno di quei ragazzi - ha riferito la parte civile - . Dal suo profilo social abbiamo riconosciuto gli amici che erano insieme a lui. Era S.R., al cento per cento”.

A confermare quanto accaduto il presidente della Pro Loco, che ha chiamato subito i Carabinieri. Di contro, i tre amici dell’imputato sentiti come testimoni, hanno negato ogni addebito a S.R., sostenendo di essere stati loro le vittime dell’aggressione da parte di un ragazzo di colore sconosciuto sbucato da dietro la panchina. Avrebbe iniziato lui a prendere a pugni e a calci S.R.

Il 6 settembre la discussione del processo. 

CharB.

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