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Attualità | 24 giugno 2022, 16:20

Infermieri che operano sui 118 senza medico a bordo: il NurSind di Cuneo chiede un indennizzo economico

La mancanza di medici sulle ambulanza medicalizzate ha costretto ad una riorganizzazione del servizio. In alcuni orari e in certe aree, infatti, c'è solo l'infermiere

Infermieri che operano sui 118 senza medico a bordo: il NurSind di Cuneo chiede un indennizzo economico

Un protocollo specifico a tutela della salute di tutti gli infermieri che operano sui mezzi di soccorso ed un indennizzo economico adeguato. E’ quanto chiede NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che ha stimato come nella provincia cuneese vi siano 11 mezzi di soccorso (tali postazioni, il più delle volte, distano oltre 30 minuti dal nosocomio di riferimento) senza la presenza del medico a bordo.

E’ proprio in questi casi che l’infermiere trova supporto clinico esclusivamente da un aiuto da remoto. Per quanto riguarda il “sistema 118”, ad esempio, è stato introdotto il sistema “Life Net”, che consente grazie a tecnologie avanzate, il trasferimento del tracciato elettrocardiografico dal “mezzo di soccorso avanzato” alla centrale operativa di riferimento e da qui, dopo una prima e rapida valutazione alle Utic (unità terapia intensiva cardiologica), dove opera lo specialista cardiologo. Lo strumento fornito consente uno screening per valutare l’ospedale di afferenza (il paziente giusto nell’ospedale corretto) in modo tale da evitare che i pazienti siano trasportati in nosocomi non attrezzati per trattare la patologia in atto (tra gli ospedali del cuneese solo 3 su 6 vantano una struttura emodinamica).

E’ quindi facilmente intuibile come la supervisione del medico di centrale e del medico specialista siano fondamentali a tutela del professionista infermiere che si trova in un ambiente non protetto ad operare una prima valutazione per indirizzare verso il giusto percorso il paziente che sta assistendo.

La provincia di Cuneo ha sicuramente tratto un ampio beneficio da questa innovazione tecnologica avendo distanze di percorrenza ben più lunghe di quelle di una città come Torino, che può vantare una rete ospedaliera ben più capillare.

Il sistema “Life Net”, difatti, non ha aumentato assolutamente i tempi di intervento, in quanto la trasmissione è immediata e gli specialisti cardiologi si son sempre adoperati in consulenze precise, rapide e tempestive.

“Come sindacato NurSind – affermano Davide Canetti e Luca Calabria di NurSind Cuneo – da sempre ci battiamo per una maggior tutela della professione infermieristica. Per questo vogliamo evidenziare come gli infermieri in servizio sui mezzi di soccorso, ad oggi, si trovano a lavorare senza alcun protocollo a tutela della propria tutela, né un indennizzo economico. A tutto ciò va poi aggiunto il disagio del raggiungimento del luogo di lavoro, spesso tra le vallate ai confini della Provincia Granda. Per questo – concludono Canetti e Calabria – continueremo a lottare per maggiori indennizzi e riconoscimenti affinché venga fornita la giusta salvaguardia legale ed un maggior contributo economico agli infermieri”.

redazione

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