/ Cronaca

Cronaca | 23 giugno 2022, 16:35

Le dà della «psicopatica» su Facebook: condannato per diffamazione

Dovrà pagare 300 euro di multa a una 37enne sanremese. All'uomo era contestata anche la pubblicazione, sul profilo della donna, di un’immagine a sfondo sessuale

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

A processo per diffamazione per commento su Facebook. E’ quanto è accaduto a G.C., uomo residente a Bene Vagienna, chiamato a rispondere in Tribunale a Cuneo dell’accusa seguita alla denuncia presentata da una 37enne di Sanremo, per un commento sulla bacheca della donna che lei aveva valutato come offensivo.

La vicenda risale al 2018, originata da uno scambio di commenti tra il benese, la denunciante – che nel processo si è costituita parte civile –, e una comune amica. Quella sera l’amica, invitata a cena dalla 37enne sanremese, pubblicò sulla propria bacheca personale di Facebook un post con scritto ‘Ho fame’. “Lei mi ha risposto pubblicando una foto del sugo che stava cuocendo", aveva riferito la donna. "Poi, sotto quel post era apparso un commento di G.C. in cui si vedeva il profilo di una donna che pratica sesso orale dentro una tazza di cappuccino”.

La sanremese, come spiegato dall’amica, “ci è rimasta male soprattutto perché in quel periodo si decideva sull’affidamento dei suoi figli” e per questo avrebbe invitato G.C., a lei sconosciuto, a rimuovere l’immagine. Non ottenendo risposta, lo segnalò alla censura del social. Da qui l’ira di G.C. che commentò il post definendo la ligure “psicopatica” e “stupida a dire poco”.

“Non mi sono reso conto di essermi intromesso in una conversazione tra la mia amica e un’altra persona – si era giustificato G.C in aula –. Nelle nostre conversazioni eravamo soliti usare un tono molto colloquiale e disinibito, sapevo quindi che lei non si sarebbe offesa. Quando mi sono visto recapitare la notifica della violazione da parte di Facebook ero fuori di me, ho pensato che l’intervento della signora ligure fosse inopportuno perché si trattava solo di una foto umoristica”.

Il giudice ha assolto l’imputato per la pubblicazione dell’immagine oscena ‘perché il fatto non costituisce reato’ e l’ha invece condannato al pagamento di 300 euro di multa per le offese arrecate alla parte civile. Sul risarcimento danni, la parte civile si è riservata di agire in separato giudizio.

CharB.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium