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Attualità | 23 giugno 2022, 15:55

Confindustria Cuneo inaugura la nuova casa delle imprese: oggi il taglio del nastro [FOTO]

Tantissime le autorità presenti. Ospite d'onore il presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi, che ha chiuso gli interventi

Confindustria Cuneo inaugura la nuova casa delle imprese: oggi il taglio del nastro [FOTO]

Oggi 23 giugno Confindustria Cuneo ha inaugurato la nuova "casa delle imprese" della provincia Granda. Un giorno storico per la città, che parte da lontano, quando venne deciso, nel 2009, l'acquisto di Casa Betania in via Bersezio, diventata oggi la nuova sede.

Un accurato intervento di ristrutturazione, durato più di un anno, ha preservato la natura dell’immobile, innovandolo e rendendolo pienamente rispondente alle esigenze di una realtà dinamica come quella confindustriale.

Stamattina la sede ha ospitato l'assemblea pubblica dal titolo “Abitare i propri tempi”. Il recente trasferimento dal vicino stabile di corso Dante 51 ha fornito lo spunto per una riflessione a più voci che ha permesso di declinare il concetto dell’abitare da diversi punti di vista.

Sette relatori d’eccezione: la conduttrice e attrice televisiva Licia Colò; lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet; il teologo Paolo Curtaz; l'imprenditore Marco Lavazza; la direttrice della Sc di Cardiologia del “Santa Croce e Carle” di Cuneo, Roberta Rossini; il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco; il generale di corpo d'armata, comandante delle Forze operative Sud, Giuseppenicola Tota.

Al termine ha preso la parola il presidente nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi.

"E' stato il vostro presidente Mauro Gola a darmi l'idea di candidarmi alla presidenza nazionale. Non so se sia stato un consiglio da amico, perché da allora è successo di tutto - esordisce Bonomi. Pandemia, crisi energetica, guerra, crisi ambientale. Non tutto quello che stiamo vivendo è dovuto al conflitto: i problemi nascono prima". 

Bonomi parla poi degli interventi e delle misure portate avanti dal governo. "La stella polare degli interventi doveva essere l'ossessione per la crescita, ma così non è stato. Negli ultimi tre anni si è deciso solo per il reddito di cittadinanza. Poi c'è stata Quota 100, che ci costerà 28 miliardi di spesa aggiuntiva previdenziale. Il terzo intervento di finanza pubblica è stato il super bonus 110 per cento. Tutto questo, depotenziando l'industria 4.0. Sono state prese decisioni che non hanno prodotto crescita. E, in questo contesto, è arrivata la guerra".

Un momento complicatissimo, a tutti i livelli. Ma anche la consapevolezza che deve cambiare il modo di fare impresa, coniugando il profitto con la responsabilità sociale, concetto ormai imprescindibille per una crescita e uno sviluppo equi. Ed è proprio questo il messaggio finale della giornata: non ci può essere imprenditoria buona senza assunzione di responsabilità e presa di coscienza. 

Barbara Simonelli

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