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Attualità | 21 giugno 2022, 07:17

Siccità e alte temperature: massima attenzione anche tra i produttori di vino

Abbiamo fatto il punto con il Consorzio del Barolo e quello della Barbera d'Asti: problema irrigazione, eventuale vendemmia anticipata e riflessioni sulla viticoltura del futuro sono i temi affrontati

Anche la viticoltura fa attenzione a questo clima impazzito

Anche la viticoltura fa attenzione a questo clima impazzito

Vigneti che iniziano a soffrire la mancanza d’acqua? Vendemmia anticipata? Attenzione verso una nuova viticoltura? Tutte domande che circolano nei corridoi dei vari consorzi di tutela dei nostri territori vitati, voci che arrivano da chi la vigna la vive ogni giorno, e di cui percepisce i cambiamenti. 

Una siccità che sta diventando costante e che, rispetto ad anni siccitosi quali il 1997, il 2003 o il 2007, è stata anticipata da un inverno scarso di precipitazioni piovose e nevose.

«La vite è tra le piante che resistono meglio allo stress idrico - dichiara Matteo Ascheri, il presidente del Consorzio del Barolo -  ma bisogna fare delle riflessioni in merito. Ad esempio i terreni più sabbiosi trattengono meno acqua, paradossalmente i vigneti più esposti al sole in questo caso possono risentire del troppo caldo, e gli impianti nuovi, o non ancora produttivi, hanno le radici più in superficie.

A fronte di questo ci potrebbe essere anche un problema fenologico: le piante si autoregolano e, di fronte a queste temperature, rallentano la crescita vegetativa ma anticipano la maturazione del grappolo, con il rischio di andare incontro ad una vendemmia anticipata. Purtroppo quando si vivono fasi climatiche eccezionali non è mai positivo, ci vuole equilibrio e regolarità.

Concludo con una riflessione sulle malattie della vite: se non ci sono problemi per oidio e peronosphera che, essendo due funghi, amano l’umidità che non c’è in questi periodi, bisogna continuare a fare attenzione alla flavescenza, ormai endemica, da tenere sotto controllo con i trattamenti obbligatori. Non sappiamo però se questo tipo di clima può accelerarla o meno».


Andrea Ferrero, il direttore del Consorzio del Barolo, riflette sull’aspetto dell’irrigazione di soccorso e della gestione del verde: «Di fronte al clima si può fare poco, ed in collina il recupero di acqua è difficile, per via della morfologia del terreno. Detto questo però con la Regione Piemonte abbiamo affrontato l’argomento dell’irrigazione di soccorso, fatto salvo che ci sia acqua sufficiente anche per le reti pubbliche.

La gestione del verde è un altro aspetto fondamentale: da anni i produttori sono più prudenti nel lasciare coperto il grappolo con maggiore vegetazione, e speriamo che i temporali estivi non portino troppa acqua tutta insieme perché, in questo caso, non penetrerebbe nel terreno».

Dal fronte del Consorzio della Barbera d’asti e Vini del Monferrato, il presidente Filippo Mobrici riporta la preoccupazione dei produttori per le scarse precipitazioni e afferma: «Siamo molto preoccupati per le scarse precipitazioni e, se le cose continueranno così, avremo problemi per le viti piccole e per quelle nuove che potrebbero soffrire. Il clima deve migliorare perché altrimenti ci sarà una vendemmia anticipata. Stiamo vivendo una situazione molto strana. Tra i filari la quantità di uva sembra non mancare ma dovremo fare attenzione alla qualità: rischiamo di ottenere in seguito vini troppo corposi.

Questi mesi confermano come i cicli climatici siano da affrontare in modo sempre più attento ma, rispetto alle annate 1997, 2003 e 2007, che sono state siccitose, ora abbiamo serbatoio d’acqua, a causa di un inverno con poche precipitazioni.

Credo che la raccolta dell’acqua piovana, le fonti del terreno, eventuali invasi, possano essere soluzioni per un futuro più tranquillo anche per viticoltura che, se il tempo continuerà così, come sembra da alcuni anni, sarà da rivedere in certi aspetti. La natura si ribella, lo dimostra la storia, sta a noi capirla al meglio».

Livio Oggero

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