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Attualità | 21 giugno 2022, 19:57

“La vendemmia 2022? Di grande qualità, ma il caldo potrebbe rovinare tutto”

Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, lancia l’allarme sui pericoli dell’attuale stagione climatica

Filippo Mobrici, presidente Consorzio Barbera d'Asti

Filippo Mobrici, presidente Consorzio Barbera d'Asti

Manca l’acqua e anche nel mondo del vino cresce la preoccupazione. Sul tema (il nostro giornale ne parlava questa mattina con questo articolo) torna a intervenire il Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato guardano con grande preoccupazione al persistere di una condizione di siccità, che se dovesse protrarsi, potrebbe causare problemi anche al mondo della viticoltura di collina.

“Se la situazione attuale di carenza di piogge dovesse permanere ancora a lungo, rischieremmo di compromettere una vendemmia che si preannuncia di grande qualità. Ci sono già segnali di sofferenza delle piante e questo non lascia certo tranquilli i nostri produttori. Ma, ovviamente, la situazione anche dal punto di vista meteorologico andrà monitorata costantemente con grande attenzione”, spiega Filippo Mobrici, presidente del Consorzio di tutela della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

Monitoring che il Consorzio ha già messo in atto, in linea con il suo ruolo di protezione del territorio, uno dei più vasti d’Italia a livello consortile, rappresentativo di ⅓ di tutta la produzione del Piemonte (12mila ettari, 13 denominazioni, 167 Comuni). I tecnici alle dipendenze dell’ente, infatti, hanno già elaborato  un diagramma dell’andamento climatico mettendo a confronto l’annata in corso con le due precedenti.  “La stagione in corso – spiegano gli esperti del Consorzio - è caratterizzata da forte siccità e caldo. In primavera la coltura della vite ha tratto giovamento dalle temperature più elevate rispetto alla norma: infatti la fioritura è stata molto anticipata".

Ma tutto questo è andato oltre quando le piogge hanno continuato a scarseggiare e le temperature cresciute troppo per questo periodo dell’anno, “come nelle annate 2015 e 2017”.

Lo studio tecnico ha lavorato, in particolar modo, su un focus specifico: “Dalla fase di germogliamento alla fioritura (mediamente 40 giorni), i giorni in cui le temperature hanno superato i limiti sono stati più di 15”, un vero record che ha creato la realtà attuale: “I terreni risultano particolarmente asciutti e la campagna 2022 si preannuncia la più siccitosa di sempre. Sino ad oggi sono caduti in media circa 300 mm di acqua, rispetto agli anni precedenti che avevano accumuli tra i 400 e i 500 mm di acqua”.

Manca, in parole povere, allo stato attuale tra il 50% e il 70% delle precipitazioni.  “La vegetazione continua a essere stentata e in alcuni vigneti, soprattutto quelli esposti a Sud e di alta collina, si avvertono segni di sofferenza delle viti dovuti a siccità e disidratazione".

Redazione

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