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Attualità | 20 giugno 2022, 12:34

Alba e Bra Capitali italiane della Cultura 2026: la candidatura muove i primi passi

Alla Trattoria Italia di Serralunga, dove nel 1967 si tenne il primo Capitolo, i Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba hanno riunito sindaci e istituzioni e lanciato il progetto

I presenti all'incontro dello scorso 7 giugno

I presenti all'incontro dello scorso 7 giugno

Il progetto di candidare Alba e Bra, le due città simbolo di Langa e Roero, a Capitale italiana della Cultura per il 2026 muove i primi passi. Martedì 7 giugno l’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba, che per primo ha lanciato la proposta a inizio primavera, ha promosso una serata riunendo a tavola le principali autorità istituzionali del territorio per discutere l’idea e avviare i primi confronti.

Erano presenti all’incontro, tra gli altri, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, i sindaci di Alba e Bra, Carlo Bo e Gianni Fogliato, il segretario generale della Fondazione Ferrero, Bartolomeo Salomone, il presidente della Fondazione Crc, Ezio Raviola, il presidente Banca d’Alba, Tino Cornaglia, il presidente dell’Atl Langhe Monferrato Roero, Mariano Rabino, la presidente dell’Ente Fiera del Tartufo, Liliana Allena, il presidente del Centro Studi Beppe Fenoglio, Riccardo Corino, il direttore della Fondazione Cesare Pavese, Pierluigi Vaccaneo, il presidente dell’Associazione Commercianti Albesi, Giuliano Viglione, il direttore di Ascom Bra, Luigi Barbero, i componenti del Consiglio Reggitore dell’Ordine dei Cavalieri e i sindaci in rappresentanza dei vari territori.

La sede dell’incontro non è stata scelta a caso: la Trattoria Italia di Serralunga dove 55 anni fa, il 5 novembre del 1967, i Cavalieri si riunirono per il primo Capitolo dell’Ordine. Nella stessa sala e con il medesimo menù, adeguatamente rivisto, si sono gettate le basi per l’ambizioso progetto. “Tutti hanno parlato a favore di questa candidatura, in tono molto convinto – dice il gran maestro dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba, Tomaso Zanoletti -. Dopo i riconoscimenti ricevuti dall’Unesco, dopo il titolo di Alba Capitale della Cultura d’impresa e dopo l’importante percorso di valorizzazione compiuto in questi anni sia in ambito enogastronomico che storico e culturale, crediamo che i tempi siano maturi per ottenere questo ulteriore traguardo”.

Aggiunge il Gran Maestro: “Il 2022, anno in cui celebriamo il centenario della nascita di Beppe Fenoglio, mi sembra perfetto per lanciare questa nuova sfida. Ma vogliamo fare le cose senza fretta, prendendoci tutto il tempo necessario: per questo facciamo la proposta per il 2026, in modo da poter costruire un progetto di candidatura solido e curato in ogni dettaglio”.

Il prossimo passo sarà la costituzione di un comitato promotore per la candidatura di Alba e Bra a Capitale italiana della Cultura. “L’Ordine dei Cavalieri ha lanciato per primo l’idea, ma da adesso in poi dovrà essere l’intero territorio, se lo riterrà, a farsi carico di un progetto così importante e ambizioso”.

Alla serata era presente anche il manager culturale e regista Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero dell’Expo di Milano 2015 e direttore artistico del Padiglione Italia all’Expo di Dubai 2020.

C. S.

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