Cronaca - 01 giugno 2022, 11:15

Sassi contro quattro auto in una notte di noia: tre giovani di Busca ai domiciliari per tentato omicidio

Per loro anche l'accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti. Sono tre operai di 21, 23 e 26 anni. Fondamentali le immagini del sistema di videosorveglianza, così come le intercettazioni telefoniche e ambientali [VIDEO]

Sassi contro quattro auto in una notte di noia: tre giovani di Busca ai domiciliari per tentato omicidio

La noia di un sabato notte d'inverno. C'è probabilmente questo dietro i fatti avvenuti nella notte tra il 19 e il 20 febbraio, sulla direttrice tra Cuneo e Busca, quando quattro vetture in transito furono colpite da massi, pietre e mattoni lanciati da un'auto che procedeva in direzione opposta.

I tre accusati, giovani italiani di 21, 23 e 26 anni, tutti di Busca, operai incensurati, sono adesso ai domiciliari.

I capi di imputazione di cui dovranno rispondere, se tutte le ipotesi investigative saranno confermate, sono di tentato omicidio e attentato alla sicurezza dei trasporti. I tre giovani, in fase di interrogatorio di garanzia, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Ma gli indizi raccolti a loro carico sono molto gravi. Non solo attraverso le immagini di videosorveglianza, non sufficienti, ma anche attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali. L'ordinanza cautelare è stata emessa dal Gip su richiesta della Procura di Cuneo.

L'esito delle indagini è stato presentato questa mattina dal comandante della Compagnia provinciale dei Carabinieri Giuseppe Carubia. Hanno operato gli uomini del NOR della Compagnia di Cuneo, guidata dal capitano Giacomo Tamiazzo, assieme ai carabinieri della stazione di Busca, competente per territorialità.

Il comandante Carubia ha evidenziato la notevole potenzialità criminale del fatto. "Colpendo a caso, hanno accettato il rischio di provocare conseguenze gravi, fino alla morte dei soggetti coinvolti".

 

Colpire al buio, a caso, in soli 28 minuti - questo il lasso di tempo dei quattro lanci di pietre e sassi - è un fatto gravissimo, ha nuovamente sottolineato il comandante. E la risposta dell'Arma è stata efficace a rapida. "Si tratta, infatti, di reati che creano grande allarme sociale, perché sono totalmente legati al caso e possono coinvolgere chiunque. Le indagini sono ancora in corso. Il messaggio che deve passare è che fatti di questo tipo possono avere delle conseguenze gravissime per le persone che li compiono. Se tutto sarà confermato, questi ragazzi si sono rovinati la vita". 

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Barbara Simonelli

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