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Attualità | 01 giugno 2022, 12:30

A Cuneo l'analisi dell'accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo: in Piemonte 12,5 miliardi a sostegno delle aziende

Oggi (mercoledì 1° giugno) l'incontro nella sede dell'associazione industriale. Galleri (Intesa): "Granda territorio attrattivo, ma rallentato su digitalizzazione e infrastrutture tecnologiche"

A Cuneo l'analisi dell'accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo: in Piemonte 12,5 miliardi a sostegno delle aziende

Competitività, innovazione e sostenibilità: sono questi i tre driver su cui si imposta l’accordo nazionale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo. Siglato lo scorso ottobre, ha durata triennale e prevede la messa in campo di un plafond di 150 miliardi di euro da spendere seguendo le linee guida e in coerenza con i bandi PNRR. Per il solo Piemonte sono previsti 12,5 miliardi di euro e nella mattinata di oggi (mercoledì 1° giugno) la sede cuneese di Confindustria ha ospitato un convegno incentrato proprio sull’analisi delle possibili ricadute positive per il territorio provinciale.

Presenti all’incontro il presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola, il direttore regionale Piemonte Sud e Liguria Intesa San Paolo Andrea Perusin, Romina Galleri della direzione Studi e Ricerche di Intesa San Paolo, il direttore commerciale Piemonte Sud e Liguria Intesa San Paolo Riccardo Chiapello. In chiusura la tavola rotonda moderata dalla direttrice Confindustria Giuliana Cirio con Alberto Biraghi (presidente Piccola Industria Confindustria Cuneo e presidente regionale), Giovanni Battista Mantelli (il consigliere delegato Venchi Spa) e lo stesso Perusin.

Gola: “Accordo strumento per dare risposte molto attese dalle aziende”
Si rinnova, quindi, la collaborazione decennale tra i due soggetti, che con iniziative congiunte hanno già supportato migliaia di imprese per oltre 200 miliardi di euro. L’accordo si propone di sostenere le fiere, la digitalizzazione, il capitale umano per dare nuove prospettive di crescita all’industria (con grande attenzione al welfare, alla parità di genere e alla valorizzazione del lavoro femminile come elementi imprescindibili per la crescita aziendale). E anche di definire, Confindustria e Intesa Sanpaolo insieme, un piano strategico di rilancio del Paese. E promuovere un’evoluzione sostenibile del sistema produttivo.

Ma perché agire, in particolare, sulla provincia di Cuneo? Perché nonostante il periodo il territorio ha dimostrato una buona diversificazione produttiva, una forte vocazione industriale e una vocazione all’export ancora fiorente. Ma servono ulteriori investimenti in materia di innovazione, digitalizzazione e capitale umano come anche nell’ambito dell’energia green (resi particolarmente necessari, in questo caso, dallo scenario del conflitto in Ucraina).

L’accordo è uno strumento concreto capace di adeguarsi di volta in volta a contesti operativi diversi per dare di volta in volta le risposte attese e cercate dalle aziende – ha detto, in apertura dei lavori, il presidente Gola - . Creare nuove prospettive di crescita sostenibile è step fondamentale per dare ossigeno alle imprese davanti al rincaro delle commodity, il caro energia e la presenza di un conflitto alle porte dell’Europa”.

“Il Piemonte e la Granda territori attrattivi ma poco digitalizzati”
La Granda è da sempre territorio particolarmente attrattivo, capace di muoversi sui mercati internazionali come pochi altri e con caratteristiche economiche molto forti, specie se unita a una vocazione industriale più alta della media nazionale e regionale – ha detto Galleri nel presentare il quadro economico nazionale, regionale e provinciale - . Siamo un po’ più rallentati dal punto di vista della digitalizzazione e della capacità, e possibilità, di usufruire delle infrastrutture tecnologiche. Siamo indubbiamente meno innovatori, in Piemonte, delle altre regioni d’Italia. Ed è chiaro che in futuro ci sarà sempre più bisogno di lavoratori con nuove competenze green e digitali: serve quindi formare le persone presenti in azienda, ma anche quelle che vi entreranno. La sfida del mismatch tra domanda e offerta nell’ambito della digitalizzazione si può vincere solo agendo velocemente sul capitale umano e le sue competenze”.

I prezzi maggiorati degli ultimi tempi rimarranno alti, probabilmente, e i rincari dell’energia incideranno soprattutto sui redditi dei nuclei familiari meno abbienti (quelli che già presentano una più elevata propensione ai consumi) – ha aggiunto Galleri - . La ripresa generale di questo periodo post-pandemico appare sicuramente convincente, specie rispetto al turismo, ma tenderà inevitabilmente a polarizzarsi. Il PNRR funzionerà soltanto se, assieme agli investimenti pubblici, riuscirà a incentivare di nuovo quelli privati”.

Simone Giraudi

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