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Economia | 26 maggio 2022, 11:55

Egea avanti spedita sulle rinnovabili: nuovo impianto a biometano coprirà il fabbisogno annuo di 4mila automobili

In provincia di Cremona l’ultima realizzazione promossa dalla multiservizi albese. In fase di autorizzazione altri quattro siti di produzione che in futuro potrebbero alimentarsi attraverso reflui zootecnici, Forsu e scarti di aziende alimentari

Una veduta dell'impianto di Cella Dati

Una veduta dell'impianto di Cella Dati

C’è una sinergia tra la multiservizi albese Egea e la Santini Agricoltura Rinnovabile dietro alla realizzazione dell’innovativo impianto per la produzione biometano inaugurato ieri, mercoledì 25 maggio, a Cella Dati, in provincia di Cremona.

L’impianto, attivo già dal marzo scorso, produce biometano per autotrazione a partire dai reflui zootecnici e dalle biomasse vegetali coltivate nell’area adiacente all’impianto. La soluzione per l'upgrading del biogas ha una capacità di 1.000 Nm₃/h da cui vengono prodotti e iniettati in rete oltre 500 Sm₃/h di biometano.

Il volume di biometano prodotto dall’impianto supera i 4 milioni di metri cubi all'anno, equivalente al fabbisogno annuo di quasi 4.000 automobili. Alla produzione di un biocarburante si accompagna anche la produzione di un ammendante solido che è rappresentato dal digestato, prodotto dal residuo della fermentazione. Il digestato è un’importante fertilizzante, è valorizzato sui terreni e porta alla riduzione del fabbisogno di concimi chimici senza emissione di odori molesti. L’impianto di Cella Dati è dotato anche di un abbattitore dell’azoto all’interno del digestato che riduce quindi il fabbisogno di terra per lo spandimento dello stesso.

Progettazione, realizzazione, installazione e manutenzione dell'impianto di upgrading e iniezione in rete di biometano sono opera del Gruppo Pietro Fiorentini, realtà internazionale che fornisce soluzioni tecnicamente all'avanguardia per il sistema multigas. La soluzione di upgrading, già predisposta per un ulteriore aumento della capacità di produzione, consente di purificare il biogas separandone le due componenti principali, metano (CH₄) e anidride carbonica (CO₂), con una riduzione di circa l’80% dei gas emessi.

Importante la partnership stretta dalla multi-utility langarola che prosegue nel suo percorso verso la produzione di energia pulita. Il biometano rappresenta infatti un’importante leva di sviluppo per Egea che, come previsto dal nuovo Piano Industriale, intende aumentare il numero di impianti rinnovabili a regime (biogas, biometano, fotovoltaico e idroelettrico). Egea gestisce già altri 4 impianti a biogas dislocati nell'area fra Cuneo e Torino, mentre sono in fase di autorizzazione altri 4 nuovi impianti di biometano che in futuro potrebbero alimentarsi attraverso reflui zootecnici, Forsu (altrimenti detto umido) e scarti di aziende alimentari.

Un cammino che sul territorio lombardo passa ora attraverso l’alleanza con un altro soggetto dal forte radicamento territoriale. La famiglia Santini è infatti presente sul territorio cremonese da più di 200 anni, dove gestisce 500 ettari di terreni con più di 4mila bovini e altri 300 ettari divisi fra Emilia Romagna e Toscana. Sull'intera superficie aziendale presenta due colture: una è destinata al biometano, l'altra all'allevamento. In questo modo i terreni sono sempre coperti, in modo da massimizzare l’assorbimento di anidride carbonica.

L’opera appena varata guarda anche alle esigenze del Comune di Cella Dati (Villa Dati) grazie a una compensazione ambientale che prevede la sistemazione dal punto di vista architettonico e della piantumazione del giardino prospiciente al municipio (Villa Dati), restituendo ai cittadini un luogo accessibile e rinnovato.

PierPaolo Carini, ad del Gruppo Egea, sottolinea l’importanza di questo nuovo progetto: “Riteniamo che il nuovo impianto di Cella Dati possa rappresentare un esempio anche nella dimensione. L’Italia ha bisogno di tanti, tantissimi impianti di questa taglia, equamente distribuiti in modo corretto sul territorio nazionale perché pienamente sostenibili; la loro vicinanza alle strutture agricole, alimentari e civili, permette di ridurre lo spreco di energia nei trasporti. A maggior ragione sono in grado di coinvolgere attivamente le diverse componenti della comunità (aziende, Comuni e tanti servizi necessari), fornendo un grande contributo alla democrazia dello sviluppo. Non solo; la loro presenza non costituisce un elemento di rottura e distonia in quanto perfettamente inseriti nell’ambiente. In tal senso il biometano diventa pertanto la perfetta architrave nel rapporto con il mondo agricolo e alimentare, favorendo e accelerando lo sviluppo del Territorio. Un elemento che rafforza e sottolinea la nostra espressione 'glocal’, la nostra caratteristica distintiva di complementarietà e vicinanza rispetto all’agire dei grandi player del mercato; una crescita ed uno sviluppo che dà valore al Territorio e a tutte le attività presenti, nell’ottica della sostenibilità”.

Federico Santini, ad di Biometano Cella Dati: "L’impianto è una grande opportunità per le aziende agricole locali. Valorizza i refluì zootecnici e gli scarti restituendo fertilizzante organico a Km 0. Una sinergia territoriale che rafforza il comparto agroalimentare nazionale."

Massimo Cellino, presidente di Biometano Cella Dati: “Ogni metro cubo di biometano prodotto rappresenta un metro cubo in meno da acquistare all’estero: produrre biometano significa quindi ridurre la dipendenza del nostro Paese da fornitori stranieri”.

Redazione

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