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Curiosità | 22 maggio 2022, 12:04

Nuova sfida per l’ambasciatore della canzone piemontese Piero Montanaro

76 anni e sentirli tutti nella nuova trasmissione di successo “Canta il Piemonte”

Piero Montanaro

Piero Montanaro

76 anni e sentirli tutti nelle note di “Canterò”, “Se la Langa è così”, “Notte di collina”, “Andoma a vié”, “Nel bicchiere che alzi” e, naturalmente, “Amici miei”. Lo scorso 13 maggio il cantautore Piero Montanaro ha festeggiato il compleanno e non smette ancora di stupire. Impossibile non sapere chi è: l’ambasciatore della canzone piemontese nel mondo. Che sia in televisione, oppure nelle piazze, il simpatico mattatore di Coazzolo continua a parlare e cantare in piemontese, così colorato e musicale che non ha bisogno di traduzioni. Vedere per credere la sua nuova trasmissione “Canta il Piemonte”, in onda sull’emittente Telecupole, che sta registrando un grande successo. Perché, come diceva Tolstoj: «Se racconti il tuo villaggio sarai universale». Naturalmente una pioggia di like e felicitazioni hanno invaso le sue pagine social. E lui ha ringraziato con una confessione. Eccola. “Quando si festeggia un compleanno, già un po’ pesante come il mio, ti viene, quasi inconsapevolmente, di fare considerazioni sulla tua vita e il tempo trascorso. Ricordi ed esperienze. Traguardi, sconfitte, gioie, ferite. La mia più grande fortuna: la famiglia. Il mio grande tesoro accumulato nel corso degli anni che è valso la gioia di vivere. Il lavoro: poteva andare meglio, ma va bene così. Nel corso degli anni, ho compreso che per vivere bene non occorre rincorrere inutilmente traguardi, ma saper gustare quanto si possiede. Amici? Tanti. Persone che mi stimano, altre che, forse, mi invidiano (anche questa è una forma di amicizia deviata...). Mai nulla mi è stato dato facilmente o regalato, negli affetti e nel lavoro. Dietro ad ogni augurio ricevuto, c’è una persona che ho incontrato, conosciuto, a cui posso aver dato emozioni con una mia canzone o chissà per cosa. Dietro ad ogni augurio, c’è una piccola o grande storia di amicizia, di conoscenza, di stima, di simpatia, di affetto. Grazie. È una bella ricompensa per una lunghissima attività che ha attraversato più di mezzo secolo, a cominciare dal lontano 1965. Quante persone ho incontrato che manco ricordo e riconosco. Eppure, per molti, ho rappresentato e ho riempito momenti della loro vita con la mia attività. E poi, le mie canzoni. La gioia di sapere che le mie canzoni vengono cantate in molti contesti, cominciando da “Amici miei”, una canzone così simbolica e diventata, ormai, l’inno dell’amicizia, adottata dagli Alpini come il loro nuovo inno, perché, loro, sono “Sempre pronti a dar la mano - da vicino e da lontano”. Penso di aver saputo condurre la nave della mia vita lungo una lunga e buona rotta, nonostante gli errori, che mi ha portato, a 76 anni, a fare queste riflessioni, con gli amici di Facebook. Mi sono arrivati migliaia di auguri da persone semplici e da altre molto importanti, che mi hanno fatto sentire, per un giorno, al centro dell’attenzione e orgogliosamente “importante” per il tempo dedicatomi. Grazie a tutti, indistintamente, ad ognuno di voi. Grazie del vostro affetto, della vostra amicizia, della vostra simpatia. Seppure abbia ormai poco da dimostrare (come ebbe a dirmi un giorno un importante personaggio dello spettacolo), negli ultimi mesi, mi sono messo in gioco con “Canta il Piemonte”, questa mia creatura di trasmissione, che mi sta dando molte soddisfazioni, che mi impegna tantissimo e in cui sto mettendoci tutto me stesso, le mie capacità, le mie conoscenze, le mie amicizie, ma che sarà qualcosa di importante per la canzone piemontese e per la nostra cultura. Un’altra bella sfida e alla mia età. E, di settimana in settimana, i risultati si stanno vedendo. Voglio bene ad ognuno di voi. Senza di voi il successo è nulla, oltre ad essere aleatorio di per se stesso, sempre. Ebbene sì, a 76 anni, continuo a portare avanti iniziative e programmi, a scrivere canzoni, ad amare la vita. E non vogliatemene se vi inserisco tra le cose belle della mia vita. Senza la vostra stima, la vostra amicizia, il vostro affetto, ora, non sarei qui a scrivere questa mia lunga confessione. Continuate a volermi bene con la speranza che la nostra sia una lunga e buona vita. Grazie a tutti. Un abbraccio a tutti”. E allora auguri Piero, cento di questi giorni. Sono troppi? Ma no dai, che siamo ambiziosi.

Silvia Gullino

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