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Economia | 17 maggio 2022, 15:01

Gli industriali cuneesi guardano al 2022 tra guerra e rincari: "Rischio recessione, ma in Granda si sente meno"

Numeri positivi dalle 300 aziende coinvolte nell'indagine congiunturale di Confindustria con le previsioni per il secondo trimestre dell'anno. E' l'export a subire il colpo più forte

Cirio, Gola e Angaramo in collegamento con Toson

Cirio, Gola e Angaramo in collegamento con Toson

"Il succo è che l'incertezza non fa bene all'economia: il rischio di recessione a livello nazionale (fortunatamente ancora poco percepito, in Granda), è indubbio, esiste. E dipende da quanto durerà questo scenario d'incertezza europeo e mondiale, al di là di trand già iniziati prima del 24 febbraio scorso. A settembre avremo, probabilmente, la cartina di tornasole".

Cauto ottimismo da parte del presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola che nella mattinata di oggi (martedì 17 maggio) ha presentato - assieme al direttore Giuliana Cirio e a Elena Angaramo - l'indagine congiunturale di previsione per il secondo trimestre 2022. La conferenza si è tenuta nella sala Rattalino della nuova sede di Confindustria Cuneo in Casa Betania.

Numeri positivi, nonostante lo spettro della guerra e dei rincari sull'energia
L'indagine ha coinvolto circa 300 imprese associate, che hanno espresso valutazioni in linea con il sentiment regionale, seppur in Granda s'investa di più e si utilizzi di meno la cassa integrazione.

Per quanto riguarda il settore manifatturiero il 24,1% delle imprese indica aumenti di produzione, con un saldo che resta positivo ma che scende di 1,6 punti rispetto a quello di dicembre. Trend analogo per l'occupazione, con saldo all'11,5% in calo di 1 punto: crollano le attese sull'export (da 5,2% a -7,1%).

"La tenuta degli indicatori strutturali rilevati dalla nostra indagine rassicura sul fatto che, al momento, non siamo in presenza di un peggioramento reale del ciclo, sebbene siano presenti numerosi fattori di incertezza. Il tasso di utilizzo degli impianti rimane saldamente su livelli elevati, mentre si riduce ulteriormente il ricorso alla CIG. Qualche lieve segnale di decelerazione proviene dagli investimenti" si legge nel comunicato stampa diramato da Confindustria Cuneo.

Clima di fiducia favorevole seppur con indicatori inferiori rispetto a dicembre anche per quanto riguarda i servizi, che propongono un saldo di attività all'11,7%, -8,7 punti rispetto a quello del primo trimestre, e occupazione e ordinativi a 5,3% e 7,4%, anche questi nettamente in calo (-7,9 e -11,9). Cala il ricorso alla cassa integrazione ma anche gli investimenti. Il tasso di utilizzo delle risorse rimane stabilmente sopra l'80%.

"I nostri numeri sono ancora buoni ma i mercati sono dubbiosi e preoccupati rispetto a quel che potrebbe succedere, ancora, in Europa - ha sottolineato Cirio - . Sono a rischio, principalmente, i nove milioni di euro derivanti dall'export e in tutti i comparti si lamenta la carenza di personale. Anche la redditività aziendale in calo, ed è proprio un indice che deriva dal sentiment e dalle preoccupazioni degli imprenditori".

Anche Angaramo, nel suo intervento, sottolinea le difficoltà del momento storico che stiamo vivendo in rapporto al tessuto economico: "I rincari dell'energia sulle famiglie intaccheranno i redditi medi in maniera profonda. Il settore dei servizi si prospetta ancora in espansione, con l'eccezione dei comparti del turismo e del commercio: la libertà dalle restrizioni anti-Covid, dopo un primo impeto positivo, ha purtroppo contribuito ad abbassare il senso di fiducia".

Toson: "In Ucraina ripresa lunga. Anche se il conflitto finisse a breve"
Momento particolarmente interessante della conferenza è stato il collegamento con Marco Toson, presidente di Confindustria Ucraina. Che ha meglio illustrato la situazione nel paese invaso dalle forze russe.

"Non è un periodo facile, mai avrei pensato di trovarmi in un contesto come questo - ha detto Toson - : la situazione è molto più tragica del poco che si riesce a comprendere dall'Italia tramite la copertura mediatica. Cerchiamo, come sempre, di essere punto di riferimento per le imprese. L'obiettivo è ripensare l'accesso alle materie prime, trovare il modo di far uscire più materiali dal territorio ucraino a sostegno delle imprese che si trovano in difficoltà. E' la logistica il problema principale, che si aggrava giorno dopo giorno; abbiamo creato hub specifici ai confini con Slovacchia e Polonia e con difficoltà stiamo cercando di realizzare corridoi dedicati all'entrata e all'uscita delle materie prime".

"Le imprese ucraine avranno un tempo di riorganizzazione molto elevato, quand'anche il conflitto dovesse terminare a breve, eventualità su cui purtroppo oggi non si può contare davvero. E si parla già di ricostruzione - ha proseguito Toson - . E' chiaro che il territorio a ovest sarà quello in cui verranno probabilmente concentrati i maggiori investimenti, perché è e sarà quello più fruibile nell'immediato:  a Leopoli si pensa di ampliare il territorio urbano per accogliere centinaia di migliaia di persone in più".

"L'Italia (con la provincia di Cuneo che è uno dei territori che con Russia e Ucraina intrattiene più rapporti) può avere un ruolo importante e fondamentale nella ricostruzione del paese - ha concluso - . A patto però che si identifichino le caratteristiche della 'nuova Ucraina' e della sua ecobomia post-conflitto. Con la delegazione di Confrindustria Russia lavoriamo in un ottimo spirito d'unione e di collaborazione, e nel contesto quotidiano di straordinaria complessità: per loro è ancor più complicato che per noi comprendere cosa ne sarà del futuro, capire cosa fare domani".

Simone Giraudi

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