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Attualità | 17 maggio 2022, 14:21

Oltre 900 lupi presenti nelle regioni alpine, il Piemonte chiede al Governo di intervenire

Nella nostra regione i due terzi degli esemplari censiti col monitoraggio nazionale del Centro Referenza Grandi Carnivori del Piemonte. Carosso: "Numeri insostenibili. Serve strategia condivisa col Ministero della Transizione Ecologica"

Lupo fotografato in natura (Foto Gabriele Cristiani arch. APAM)

Lupo fotografato in natura (Foto Gabriele Cristiani arch. APAM)

E' stato pubblicato ed è online (qui) il primo monitoraggio nazionale del lupo, condotto tra il 2020 e il 2021. Le attività di monitoraggio, analisi ed elaborazione dei dati sono state coordinate dal Centro Referenza Grandi Carnivori del Piemonte e dall'Università di Torino (Dipartimento di Scienze della Vita e di Biologia dei Sistemi), nell'ambito del Progetto Life WolfAlps Eu (coordinato dalle Aree Protette Alpi Marittime e cofinanziato da Fondazione Capellino),  in stretta sinergia con ISPRA, responsabile del coordinamento su scala nazionale.

Sul report interviene il vicepresidente e assessore alla Montagna della Regione Piemonte Fabio Carosso, il quale afferma che il monitoraggio è il frutto di un lavoro rilevante e pregevole dal punto di vista scientifico, per il quale è doveroso ringraziare la professoressa Francesca Marucco, responsabile del progetto, i suoi collaboratori e i 73 enti e istituzioni del territorio che hanno partecipato alla raccolta dei dati.

I numeri che sono emersi dal monitoraggio stimano in oltre 900 i lupi presenti nelle regioni alpine, in particolare nelle zone del Piemonte, della Liguria e della Valle d'Aosta: numeri che richiamano la necessità di un tempestivo intervento del Ministero della Transizione Ecologica attraverso la Conferenza Stato-Regioni.

La Regione Piemonte ribadisce che sono numeri insostenibili. Il vicepresidente Carosso sottolinea che si deve avere rispetto per il lavoro degli allevatori e per coloro che vivono nelle zone alpine, che da mesi denunciano le predazioni. Non si tratta più di un fenomeno isolato per il quale sono sufficienti azioni di contenimento e di dissuasione da parte delle singole Regioni, ma di un fenomeno che richiede l’approvazione in tempi rapidi del “Piano lupo" da parte del Ministero e una strategia condivisa ed efficace per il controllo di lupi e ibridi, anche con azioni mirate per regioni come le nostre dove i dati dimostrano che sono presenti i 2/3 dei lupi censiti nell’Arco Alpino.

C. S.

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