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Attualità | 12 maggio 2022, 13:16

FuturAlba: "Il servizio ferroviario non ha un'adeguata pianificazione a servizio dei pendolari"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'associazione giovanile langarola, che denuncia una situazione che a suo avviso non può soddisfare il trasporto passeggeri su rotaia nella zona albese e in provincia di Cuneo

La stazione di Alba che FuturALBA vorrebbe più utilizzata (Foto G. Divino)

La stazione di Alba che FuturALBA vorrebbe più utilizzata (Foto G. Divino)

Servizio ferroviario significa futuro sostenibile del Piemonte. Senza una pianificazione lungimirante del servizio, frutto anche di condivisione con gli utenti, non c’è futuro.
L’associazione Futuralba si unisce alle considerazioni del Co.M.I.S. (Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile) e ai comitati pendolari in merito agli ultimi sviluppi relativi al Contratto per il Servizio Ferroviario Regionale in via di definizione.

Apprendiamo con stupore ed enorme disappunto che il predetto contratto verrà sottoscritto a condizioni peggiorative rispetto a quelle del precedente ed a costi in proporzione più elevati.
Il contratto in vigore fino al 2018 prevedeva una spesa di circa € 140.000.000 in 10 anni, ma erogava un servizio con più corse rispetto alla situazione attuale. Nel 2020, a causa dell’emergenza sanitaria, le corse sono state ridotte all’80%, e la situazione è rimasta tale fino ad oggi, pur a fronte di una comprensibile richiesta da parte dell’utenza di ritornare all’offerta pre-Covid.

La suddetta limitazione del servizio ferroviario ha infatti ridotto l’offerta soprattutto al sabato e nei giorni festivi, e ha determinato inoltre la sospensione delle linee Bra-Cavallermaggiore e Saluzzo-Savigliano. La città di Alba non ha subìto direttamente queste conseguenze poiché la linea Alba-Bra-Torino fa parte del Servizio Ferroviario Metropolitano, tuttavia vale la pena ricordare che la sospensione del collegamento tra Bra e Cavallermaggiore rende di fatto impossibile raggiungere il cuneese in treno. Anche nell’astigiano c’è stata una riduzione di corse: in particolare la ferrovia Asti-Nizza Monferrato-Acqui Terme è sospesa al sabato e nei festivi, con una riduzione delle corse da 14 a 8 durante la settimana, pur attraversando territori di pregio turistico.

In merito al nuovo contratto di servizio tra Regione Piemonte e Trenitalia, sul quale si baserà il servizio ferroviario regionale per i prossimi 10 anni, apprendiamo che l’intenzione è di stanziare € 150.000.000 mantenendo tuttavia la situazione attuale, ovvero l’80% delle corse rispetto a quelle di inizio 2020. Oltre alle problematiche precedentemente menzionate, se l’intenzione è quella di mantenere la situazione attuale, significa che non è prevista la riattivazione in tempi brevi delle linee sospese quali la Alba-Castagnole-Asti e la Castagnole-Nizza Monferrato-Alessandria.
Si tratterebbe di un servizio inadeguato a fronte di maggiori costi per le casse pubbliche. Troppe volte abbiamo sentito dire che i fondi non ci sono, eppure di soluzioni ce ne sarebbero molte, prima tra tutte la richiesta di maggiori disponibilità finanziarie al Governo.

Evidenziamo infatti che il Fondo Nazionale Trasporti, da cui le regioni attingono le disponibilità per il trasporto pubblico locale, verrà aumentato strutturalmente a partire dal 2026, come previsto dalla Legge di Bilancio. E’ un importante segnale di inversione di tendenza, il quale però rischia di non venire colto. Al fine di accedere a ulteriori fondi occorre predisporre progetti e richiederne i relativi stanziamenti, procedura che al momento non viene effettuata.

Siamo consci che tutto ciò richiede impegno e tempo, ma così come vengono trovare disponibilità finanziarie per le infrastrutture stradali, perché analoga dedizione non la si dedica alle ferrovie?

Riscontriamo quindi con rammarico che le scelte dell’attuale Assessorato non soddisfano affatto l’esigenza di ridurre il numero di veicoli privati, l’inquinamento, i sinistri stradali e non vanno in alcun modo verso la transizione ecologica.
Per tutto quanto sopra siamo a chiedere una ridefinizione delle costruende clausole del contratto per il Servizio Ferroviario Regionale, che dovrebbe essere frutto di un confronto aperto con le associazioni dei pendolari e dei cittadini.

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