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Economia | 11 maggio 2022, 13:39

Ente Turismo, parla Rabino: "Tre direttrici per consolidare la nuova industria delle colline Unesco"

Lo sviluppo di Roero e Monferrato e la sostenibilità di ambiente e lavoro tra i pilastri che segneranno una gestione "nel segno della continuità". Domani la prima riunione del rinnovato consiglio di amministrazione

Mariano Rabino, classe 1970, da pochi giorni presidente dell'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

Mariano Rabino, classe 1970, da pochi giorni presidente dell'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

Consolidare numeri e risultati acquisiti nel tempo, lavorare per un’ulteriore crescita di Roero e Monferrato, puntare su uno sviluppo del nostro turismo che abbia tra i suoi fari quello della sostenibilità, vista sotto la duplice lente dell’ambiente e delle persone.

E’ su queste direttrici, su questi "tre pilastri", che si declinerà il lavoro dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero sotto la guida di Mariano Rabino, dopo il cambio al vertice che ha portato l’ex deputato a raccogliere il testimone cedutogli dall’uscente Luigi Barbero giunto nelle scorse settimane alla conclusione del suo quarto mandato dopo dodici anni di presidenza.  

Nell’attesa che il rinnovato consiglio di amministrazione dell’ente e il suo nuovo amministratore delegato (è l’ex direttore di Fontanafredda e attuale ceo di Tenuta Carretta Gianni Minetti) ne discutano nella prima seduta in agenda per il pomeriggio di domani, giovedì 11 maggio, è stato lo stesso Rabino a illustrare tali direttrici in quella che ieri sera, martedì, ha rappresentato la sua prima vera uscita pubblica da presidente dell’Atl, davanti alla IV Commissione consiliare di quel Comune di Alba che della stessa rappresenta non soltanto uno dei soci fondatori, ma anche il primo municipio per numero di quota, con una presenza superiore al 6% .

Davanti ai commissari albesi, in un clima che sembrava avere superato le polemiche politiche che nelle scorse settimane ne hanno anticipato la designazione, Rabino ha così ricordato i suoi trascorsi da giovane assessore albese al turismo. Una veste nella quale dell’ente contribuì alla costituzione (correva l’anno 1996, Giunta Demaria) insieme a "figure decisive" quali i compianti Giancarlo Drocco, Raoul Molinari, Giulio Parusso e Gian Giacomo Toppino, a Giuliano Viglione, Fabrizio Pace e allo stesso Luigi Barbero.

Dopodiché ha richiamato come "la prima grande bussola" della nuova gestione Atl non possa che essere "quella del consolidamento dei risultati acquisiti", in continuità con quanto fatto nelle gestioni dei vari presidenti che in questo suo primo quarto di secolo di vita si sono succeduti in piazza Risorgimento ad Alba, da Giacomo Oddero a Claudio Alberto, da Franco Guida ad Aldo Sartore e a Fausto Perletto, sino a quel Luigi Barbero "cui vanno onore e merito per i risultati strabilianti dell’ultimo decennio. Come bisogna ricordare chi prima di lui gettò la basi perché gli stessi potessero arrivare a maturazione e come anche il ruolo, ancor più importante, di quegli imprenditori del vino, della ristorazione, della ricettività e della cultura che insieme ai nostri sindaci hanno lavorato per arrivare a questi obiettivi".

Il secondo grande filone è quella che guarda in modo particolare i territori di Roero e Monferrato. "Le Langhe oggi rappresentano la punta di diamante del nostro movimento turistico, e come tali sono percepite. Dobbiamo lavorare affinché anche la Sinistra Tanaro e l’Astigiano possano avvicinarsi sempre di più al al loro livello. Anacronistici antagonismi e campanilismi di un tempo sono stati accantonati e questo è positivo. Bisogna lavorare su questa strada e in un’unica direzione. Prendere le Langhe ad esempio per incrementare la qualità generale dell’offerta su tutto il comprensorio delle Colline Unesco. E al contempo favorire una competizione positiva tra territori, comuni, produttori, ristoranti e alberghi. Questo aiuterebbe peraltro a superare il problema dell’overbooking che in alcune zone caratterizza i periodi di più alta stagione andando a meglio valorizzare con l’ulteriore incremento di arrivi e presenze territori che alle Langhe non hanno nulla da invidiare. Le nostre colline – ha aggiunto Rabino – non hanno bisogno di 'troppi turisti', ma di tanti sì, e che sempre di più siano visitatori alla ricerca della qualità, alto-spendenti, consapevoli e rispettosi delle nostre tradizioni e attenti alla nostra offerta. Sull’intero territorio abbiamo un totale di 1.400 strutture alberghiere e 600 di queste sono nel Monferrato: sono tante, da fare crescere in eccellenza".

In ultimo la sostenibilità. "Sì, in un’accezione che non è deve solo essere la pur imprescindibile tutela del paesaggio e la custodia del territorio. Ma anche quella di un turismo rispettoso delle persone che vivono in questo territorio. E capace di coinvolgerle e renderle protagoniste di un settore che ha la potenzialità e i numeri per diventare una nuova industria. Questo è anche un messaggio che bisogna fare passare alle nuove generazioni, fare loro capire che è su questo percorso che si disegna il nostro sviluppo, che in questa direzione ci sono importanti opportunità da cogliere. Per farlo è però necessario rivedere alcuni dei canoni di un lavoro che sempre di più deve diventare rispettoso delle persone. Quello della mancanza di personale nei nostri ristoranti è un problema sempre più sentito, i contratti sono spesso 'troppo stagionali', i turni molto impegnativi. Dobbiamo investire nelle nostre attività rendendo appetibile il lavoro per i nostri giovani, dando loro una prospettiva".

Ezio Massucco

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