Sanità - 05 maggio 2022, 17:05

Un nido più moderno e la telemedicina per avvicinare Verduno alle mamme dell’Albese e Braidese

Un bando vinto dalla Fondazione Ospedale Alba Bra e la compartecipazione dell'Asl Cn2 consentiranno un investimento da mezzo milione di euro per rinnovare la neonatologia del presidio unico

Con la firma semaforo verde al progetto “Neartocare - innovazione funzionale nel nido dell’ospedale Ferrero e telemedicina sul territorio CN2”

Con la firma semaforo verde al progetto “Neartocare - innovazione funzionale nel nido dell’ospedale Ferrero e telemedicina sul territorio CN2”

Un investimento complessivo da 510mila euro. E’ quanto l’Asl Cn2 metterà in atto a Verduno con la realizzazione del progetto “Neartocare", finalizzato all’«innovazione funzionale nel nido dell’ospedale Ferrero e telemedicina sul territorio Cn2». Di questi 255mila euro arrivano dalla Fondazione Ospedale Alba Bra, risultata tra le quattro onlus risultate vincitrici del bando della Fondazione Compagnia di San Paolo “Hospeedal - Acceleriamo l'innovazione della sanità” con un progetto finalizzato all’ammodernamento tecnologico del reparto neonatale, con l’implementazione al suo interno dell’app di telecontrollo e del modello di temedicina pediatrico.

La restante quota sarà invece a carico dell'Asl Cn2, con comparteciperà all’iniziativa con l’opera di riorganizzazione strutturale del reparto neonatale già avviata nelle scorse settimane e con quella organizzativa, prevista a partire dall’estate, dell’intero Dipartimento Materno-Infantile, così come previsto in uno studio di fattibilità avviato a inizio 2022. Il tutto dovrà essere portato a termine per l’autunno.

Finalità ultima dell’intero intervento è quella di rimettere mano all’area neonatale realizzata secondo un progetto che sposava concetti di organizzazione funzionale e procedure sanitarie ormai in rapida evoluzione, così da aumentare il livello qualitativo di assistenza e del benessere dei bambini e delle mamme.

Gli aspetti distributivi, architettonici, gli allestimenti tecnologici, strumentali e informatici, e l’organizzazione sul territorio dei servizi di telemedicina complementari, dovranno essere mirati a migliorare l’assistenza ai neonati e alle mamme, ampliare il rapporto con le famiglie e i medici di base, allargare l’accessibilità ai servizi presenti in ospedale sviluppando accorgimenti e attenzioni atti a rendere raggiungibili tali obiettivi in totale sicurezza.

«Il progetto Neartocare - afferma il direttore generale della Fondazione Ospedale Alba Bra Luciano Scalise - riguarda il Nido dell’ospedale interno al reparto di pediatria e neonatologia e il servizio di telemedicina per le mamme seguite dal reparto di Ostetricia e Ginecologia. I fondi sono stati ottenuti dal bando che la Fondazione Compagnia di San Paolo ha dedicato alle realtà del terzo settore che operano nel settore ospedaliero e sanitario, e noi rientravamo perfettamente in questo profilo. Si tratta, da parte della Compagnia di San Paolo, di una modalità di promuovere progetti innovativi in sanità, servendosi del terzo settore come strumento spesso più agile di quanto non possa essere la macchina pubblica».

Alessandro Vigo, primario di pediatria e direttore del dipartimento materno-infantile riflette sui vantaggi di questa operazione e dichiara: «Ho sempre puntato su una politica che potesse avvicinare l’utenza ai servizi della Sanità. Questo modo di lavorare si sposa bene al nostro territorio, composto da zone ad alta densità e da altre con difficoltà logistiche oggettive. Grazie alla telemedicina ed alle nuove tecnologie possiamo avvicinare le mamme in modo semplice, senza obbligarle a scomodi spostamenti per raggiungere le strutture adibite alla cura della madre e del bambino. In questo modo cercheremo di non lasciare zone scoperte, grazie ad un processo che stiamo realizzando per gradi, e credo che l’aver scelto il settore materno-infantile sia un importante banco di prova: in questo modo seguiremo le mamme e il nascituro, portando vantaggi sia a livello di salute che a livello di rapporto tra medico e paziente».

Livio Oggero

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