Attualità - 04 maggio 2022, 18:15

Alba, i 24mila euro ricavati dal libro sulla sua malattia donati alla ricerca contro le leucemie

A un anno dal trapianto di midollo il bel gesto dell’imprenditore Giorgio Ruatasio, che aveva raccontato la sua lotta contro il male nelle pagine de "La sala d'attesa". I fondi devoluti all’Ail per proseguire la ricerca sulle cellule Car-T

Giorgio Ruatasio (secondo da sx) con la moglie Monica, Matilde Cani e Vincenzo Porri (Foto Facebook)

Giorgio Ruatasio (secondo da sx) con la moglie Monica, Matilde Cani e Vincenzo Porri (Foto Facebook)

Andare in bicicletta fino a Santiago de Compostela. Una sfida, quasi una missione quella che si può sentire dentro Giorgio Ruatasio, conosciuto imprenditore albese. Una nuova tappa alla quale i medici hanno acconsentito.

Il 57enne ha vissuto questo ultimo anno, precisamente dal 3 maggio 2021 a oggi, in modo nuovo, dopo essere guarito da una forma aggressiva di Covid-19 e dalla leucemia mieloide acuta, diagnosticata due mesi dopo la guarigione. Un male che Giorgio ha combattutto da subito e che sembra tenere sotto controllo, soprattutto dopo il trapianto di midollo effettuato il 3 maggio 2021 grazie alla compatibilità col fratello Dado (leggi articolo).

Durante i lunghi mesi in ospedale i suoi pensieri sono stati raccolti nel libro “La sala d’attesa”, le cui vendite hanno permesso di incassare 24.609 euro ora devoluti alla sezione di Milano dell'Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (Ail), per la ricerca sulla terapia con cellule Cart – T, una tecnica che aumenta la possibilità di vita dal 20% al 50% per i cosiddetti “inguaribili”, cioè per chi rigetta il trapianto o per chi deve affrontare una recidiva.

La consegna della cifra è stata effettuata ieri, martedì 3 maggio 2022, a un anno esatto dall’intervento. Una concindenza dovuta alla giornata di esami di controllo ai quali Giorgio Ruatasio si è sottoposto all’Humanitas di Milano, dove era in cura. Oltre all’esito positivo c’è stato anche questo momento toccante, vissuto da lui e dalla moglie Monica, che hanno consegnato l’assegno al vicepresidente dell'Ail Milano Enrico Porri.

Giorgio Ruatasio commenta così questo recente tratto della sua vita: «Il 3 maggio 2021, giorno del trapianto di midollo dopo sei mesi di ricovero in ospedale, si è riacceso il semaforo verde della mia vita. Sono ripartito, come rinato nei lunghi mesi successivi, in cui la ripresa è stata lenta ma costante, ed ho superato anche un intervento al cuore per un problema causato dalla leucemia. Sentirsi sempre meglio, vedere che gli esami erano positivi, e arrivare al 3 maggio 2022, ad un anno dall’operazione, con i medici che danno il nulla osta all’attività fisica, da me tanto amata, sono stati passaggi emozionanti, costruttivi e che ti danno speranza per il futuro. Diciamo che ho superato la “Cima Coppi” dei dodici mesi dal trapianto, un traguardo che, se si taglia in un buon stato di forma, allontana di molto la possibilità di recidiva.

Ed ora il mio sogno potrà diventare realtà: in estate vorrei compiere il cammino di Santiago de Compostela che per me rappresenta un ringraziamento, una dimensione che racchiude il mio spirito sportivo. Una nuova tappa della mia recente vita.
E in questo cammino ci sarà sempre il mio libro. Un progetto che va avanti: i proventi delle future vendite saranno sempre utilizzati a fondo benefico».


E la sua riflessione che ha scritto su Facebook è ricca di speranza e di gratitudine: «Eccomi qua, esattamente un anno dopo. Sopravvissuto come Will Coyote all’atterraggio in fondo al canyon, guardo oggi  le mie cellule trapiantate soffiare sulla prima candelina. Loro stanno imparando a camminare ed io le porto già a spasso in bicicletta. Non è così per tutti purtroppo.
I malati colpiti da linfomi ricaduti o refrattari, hanno un’attesa di vita con cure convenzionali inferiori al 20%. Le nuove terapie con cellule Cart-T possono invece garantire una sopravvivenza globale intorno al 50%. Il mio regalo di compleanno va dunque a loro, e a questo  importante progetto di ricerca.

Ringrazio Vincenzo Porri, vicepresidente di Ail Milano e Matilde Cani, responsabile delle relazioni esterne, ai quali ho consegnato l’importo raggiunto dai diritti de “La sala d’attesa”, pari oggi a 24.609 Euro.


In questo assegno ci sono le firme di tutti voi che avete acquistato il libro, ma un ringraziamento speciale va a Michele De Marchi a Igino Scarpel, al Consorzio Arreda.net, ed in particolare a Luca Zamagna e Guido Brondetta, a Claudia Cardelli ed  Edoardo Sobrino, Massimo Bergamin, Carola Vincenti, Laura Bailo e Marco Ferrero, Andrea Barile, Daniela Costa,  ad Ail Cuneo, Paolo Artuffo e Edoardo Pallavicini.

Un grazie speciale anche a chi ha dato visibilità al libro, a Fabio Salamida e Selvaggia Lucarelli, a Lorenzo Germano, Cristina Borgogno, Sabrina Ferrero, Enrica Torchio e Sara Ruffinelli.

Infine il ringraziamento più grande a mio fratello Dado e a Monica, che in fondo a quel Canyon sono venuti a riprendermi.Il progetto non si ferma qui, svuotiamole un po’ queste sale d’attesa. E ora spero di salire presto in bicicletta per andare a Santiago de Compostela». A far pedalare le cellule sane che continuano a crescere: un eccellente metodo per tenerle in forma.

Livio Oggero

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