Attualità - 28 aprile 2022, 17:22

Einaudi di Alba: fuga di gas o uno scherzo di pessimo gusto? Parla la preside Valeria Cout

Il giorno dopo l'evacuazione dell'istituto le precisazioni della dirigente sul malore accusato da una professoressa e una studentessa. Al vaglio diverse ipotesi per l'accaduto

I corridoi delle aule all'istituto Einaudi di Alba

I corridoi delle aule all'istituto Einaudi di Alba

Fuga di gas? Bravata di qualche studente? Per ora non si sa. L’unica certezza è che, dopo lo spavento di ieri, all’Istituto Superiore "Luigi Einaudi" di Alba è rientrato tutto nella normalità e le lezioni sono proseguite fin dal pomeriggio.

Abbiamo fatto il punto con la preside Valeria Cout che, il giorno dopo l’evacuazione della scuola che ospita circa 800 studenti, precisa come è andata: «Ieri (27 aprile) verso fine mattinata, durante la lezione di una classe di quarta dei periti con indirizzo telecomunicazione, nel laboratorio di robotica una studentessa e una professoressa hanno iniziato ad avvertire un forte senso di bruciore alla gola, tosse, fame d’aria e la necessità di bere per la secchezza. Questa sensazione è stata avvertita in poco tempo da parte di altri alunni in classe, e da un secondo insegnante nei paraggi.
Abbiamo fatto intervenire i Vigili del Fuoco, il 118, l’Arpa e, rilevata la presenza del gas irritante anche al primo piano, abbiamo evacuato l’edificio».

La situazione è rientrata in poco tempo: «La studentessa e la professoressa sono state soccorse e, in via precauzionale, portate all’ospedale di Verduno. Dagli accertamenti e dall’esame del sangue non è risultata alcuna intossicazione. Gli strumenti del personale Arpa hanno rilevato la presenza di un gas inodore, ma per ora non sappiamo di che tipo e la provenienza. Sono al vaglio diverse ipotesi che vanno da uno scherzo di cattivo gusto a una fuoriuscita di gas da chissà dove. Stiamo anche visionando i filmati delle camere di sicurezza. L’attività didattica è poi proseguita nel pomeriggio e tutto è tornato alla normalità. Ringrazio i ragazzi, il corpo docenti e i soccorritori per la collaborazione».

Livio Oggero

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