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Politica | 27 aprile 2022, 08:26

“Fare il sindaco di Cuneo per dieci anni mi ha stravolto la vita, in positivo”

Federico Borgna traccia un bilancio alla fine del secondo mandato. Un successo? “E' cambiata la mentalità dei cuneesi, un certo modo di vivere la città”. Un rimpianto? “Avrei voluto assistere alla posa della prima pietra del nuovo ospedale”. E ora? “Una vacanza lunga per disintossicarmi”

Federico Borgna: "Mi sembra quasi impossibile che sia finita. Dieci anni sono volati, alla velocità della luce”

Federico Borgna: "Mi sembra quasi impossibile che sia finita. Dieci anni sono volati, alla velocità della luce”

Come mi sento dopo dieci anni da sindaco? Ho due taglie in più addosso, ma sto bene, mi sento sempre uguale. Pare che siano tutti invecchiati intorno a me. Sarò invecchiato anche io?”

Non manca mai la verve al sindaco di Cuneo Federico Borgna, 48 anni, alla fine del suo secondo mandato. Lo abbiamo incontrato per fare un bilancio di questo decennio che, parole sue, gli ha stravolto la vita: “Sicuramente in positivo, ho conosciuto un sacco di persone e fatto tantissime esperienze. Mi ha fatto maturare, è un bagaglio che mi porterò dietro per sempre. Mi sembra quasi impossibile che sia finita. Dieci anni sono volati, alla velocità della luce”.

Quale ritiene sia il più grande successo della sua amministrazione?

La mentalità che si è creata. Qualcosa è cambiato nel capoluogo grazie all'insieme di interventi che sono stati fatti. Ad esempio hanno aperto tanti locali, ora c'è un certo tipo di vita in città che prima non c'era. Parlo di un certo modo di vivere la città, ma anche dei cuneesi stessi. Via Roma è l'emblema di tutto questo: quando un cuneese riceve un parente o un amico lo porta lì. Ne sono tutti orgogliosi, e questo mi inorgoglisce a mia volta”.

Invece un rimpianto? Un'urgenza irrisolta?

Mi sarebbe piaciuto vedere il cantiere del Santa Croce, ma mi rendo conto che il Covid ha dettato dei rallentamenti impensabili. Il mondo si è fermato per due anni. Però sì, sarebbe stato bellissimo assistere alla posa della prima pietra del nuovo ospedale”

Come lascia Cuneo ai futuri amministratori?

Ho ereditato una città ben amministrata. Quando mi sono insediato ho ereditato risorse e la lascio meno indebitata. Non c'è polvere sotto i tappeti e neanche grane irrisolte. Anzi lascio 60 milioni di euro già finanziati alla prossima amministrazione. Chi arriva è dunque fortunato ma dovrà correre parecchio. Riuscire a spendere 60 milioni in 5 anni è una sfida complessa”.

L'erede ideale è dunque Patrizia Manassero?

La nostra proposta è Patrizia Manassero come sindaca con Luca Serale vicesindaco. È la conferma di un gruppo di lavoro che ha costruito un certo tipo di progetto e di competenze. Per me è l'unico gruppo che ha le carte in regola per esperienza. Chiunque altro arrivi avrebbe un'inevitabile inerzia che metterebbe a rischio i progetti legati al Pnrr. Parliamo di un piano che ha tempi di realizzazione rapidissimi. Serve riuscire a non perdere tempo. La continuità è la soluzione che garantisce di più e meglio il raggiungimento di questi obiettivi”.

Cosa risponde a chi dice che le sue due amministrazioni hanno ridotto ai minimi termini il confronto con associazioni, comitati di quartiere e altre forze consigliari?

È una critica che accetto e riconosco, ma è colpa della pandemia che ha ridotto ai minimi termini gli spazi di confronto. Sono stati pochissimi i momenti per vedersi e stare insieme. Certo, si può sempre fare di più e meglio. Ma i momenti di confronto, da fine 2019, non sono stati fatti perchè non si potevano fare. E l'incontro su zoom è un'altra cosa. Non funziona allo stesso modo”.

Finirà anche la sua esperienza da Presidente della Provincia. Quale il bilancio per questo ruolo?

Quando mi sono insediato, nel 2014, le province erano realtà da chiudere. Oggi è cambiata l'atmosfera e la Granda ha continuato a essere un punto di riferimento piemontese e nazionale per la capacità di amministrare e innovazione. Potevamo fare di più e meglio sulla manutenzione delle strade, ma avevamo poche risorse. Diciamo che sono stati otto anni positivi anche grazie al lavoro di tutti”.

E ora che farà? Qualcuno l'ha già indicata come futuro presidente della Fondazione CRC...

Per prima cosa una bella vacanza per disintossicarmi, poi tornerò a lavorare. Mi hanno già collocato ovunque e mi fa piacere. È un attestato di stima nei miei confronti. Nella vita funziona così. Una parte delle cose dipende da te e un'altra non dipende da te. Quando sono diventato sindaco di Cuneo è successo un po' per caso e ho ricevuto molto più di quanto pensassi... Quindi, se ci saranno opportunità interessanti, le coglierò, altrimenti andrà bene ugualmente”.

Finiamo con i ringraziamenti.

Quelli sono doverosi. Devo ringraziare per tutto ciò che siamo riusciti a fare in questi anni, dagli interventi più piccoli e materiali a quelli più grandi. È stato tutto possibile grazie a un gruppo di lavoro unito che ha seguito una direzione e fatto delle cose. Un gruppo di lavoro che si è fidato di me e che ha fatto tanto, buttando il cuore oltre all'ostacolo. Grazie alla squadra. Senza di loro non avrei portato a termine niente”.


Cristina Mazzariello

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