Attualità - 21 aprile 2022, 16:20

All'Istituto Einaudi di Alba nuovi spazi per la didattica... con fantasia

La preside Valeria Cout: «Teoricamente gli spazi in una scuola non sono mai sufficienti, ma abbiamo giocato un pò d’anticipo, rivedendo la sistemazione di alcuni ambienti»

Nuove aule e locali per l'Istituto Einaudi, nati dalla creatività nel sistemare ambienti già esistenti

Nuove aule e locali per l'Istituto Einaudi, nati dalla creatività nel sistemare ambienti già esistenti

Con un po’ di creatività e di visione lo spazio per la didattica può essere creato. E così è stato all’istituto Einuadi di Alba, che ospita geometri e ragionieri, per un totale di più di 800 alunni, che per il prossimo anno accademico saranno più di 900.

In una struttura tra le più grandi della città, che in apparenza sembra non avere problemi, la preside Valeria Cout ed il corpo docenti hanno dovuto accendere la fantasia e studiare alcune soluzioni che potessero permettere di ottenere più aule, anche in prospettiva futura.
E le novità le spiega la stessa preside che afferma: «Teoricamente gli spazi in una scuola non sono mai sufficienti per l’aumento di iscritti e per attivare i molti laboratori di cui un istituto come il nostro ha bisogno. Diciamo che abbiamo giocato un pò d’anticipo, rivedendo la sistemazione di  alcuni ambienti. Ad esempio abbiamo eliminato la sala consiliare diventata un’aula, come i locali della videoteca, trasformati in uno spazio studio e in un’aula

La grande sala insegnanti è stata ridotta per ricavarne una classe dedicata ad una sezione del primo anno. Abbiamo creato una piccola aula dedicata alla radio e creato un laboratorio territoriale, grazie alla partecipazione ad un progetto nazionale con altri istituti superiori albesi. Questo locale è fruibile anche da persone esterne.
Abbiamo la fortuna di avere una grande palestra adiacente all’istituto, e qui ospitiamo anche altre scuole per l’ora di educazione fisica. Per il futuro sarebbe molto bello poter creare altri spazi per i laboratori, magari all’esterno, e poter usufruire della struttura del Demanio frontale alla scuola. Questa è una strada in salita ma la speranza è l’ultima a morire».

Livio Oggero

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