Attualità - 20 aprile 2022, 18:21

Rocca Cigliè: ad Anna Maria Baricalla il premio "Primo Maggio" dall'Università delle Generazioni della Calabria

La donna monregalese è stata inserita tra i "magnifici 12" che si sono distinti nel loro lavoro a favore delle comunità. Determinante il suo spunto per sviluppare la tematica delle Calabrotte nelle Langhe

Anna Maria Baricalla tra i lavoratori che riceveranno il premio "Primo Maggio" dell'Università delle Generazioni della Calabria

Anna Maria Baricalla tra i lavoratori che riceveranno il premio "Primo Maggio" dell'Università delle Generazioni della Calabria

1 maggio: una data importante, ricca di significato perché dedicata al mondo del lavoro. E nel giorno della “Festa dei lavoratori” l’Università delle Generazioni valorizza gli “stakanovisti” che hanno fatto del lavoro la loro scelta di vita, per amore e per passione, e non solo in chiave personale, ma anche a servizio della collettività.
Istituito nel 2009, questo riconoscimento quest’anno arriva anche in Piemonte: tra i dodici premiati è anche presente Anna Maria Baricalla di Rocca Cigliè, paese del Monregalese in Provincia di Cuneo. È stata scelta perché si è impegnata per informare il giornalista Domenico Lanciano (costajonicaweb.it) sull’argomento delle Calabrotte in Langa.

Una tematica che ha preso sempre più piede e che è piaciuta all’Università delle Generazioni ed a Lanciano, tanto da far pervenire al Comune di Rocca Cigliè la pergamena di riconoscenza, e contattare i diversi paesi delle Langhe per creare un monumento dedicato a queste donne, di cui parlavano già Nuto Revelli e Carlin Petrini.

La motivazione del premio a Anna Maria Baricalla recita così: «Per essere e sentirsi, innanzitutto, ancora e sempre “parte della Calabria” essendo figlia di Maria Cefalì di Cortale (CZ) “calabrotta” emigrata nelle Langhe cuneesi, per matrimonio, nel 1966.
Per essere parte centrale delle sue generazioni di famiglia e per svolgere questo ruolo-missione con immenso amore e utile lungimiranza; per aver dimostrato di portare altissimo e lodevole “rispetto” verso i propri genitori e, adesso, per essere il sostegno dell’età avanzata della mamma; per farsi onore nel lavoro, pure come vocazionale stakanovista, e nella società di appartenenza, con la massima disponibilità al servizio della propria comunità.
Per aver collaborato con assiduità con questa associazione per l’evidenza sociale e storica delle meritorie “Calabrotte” con iniziative lungimiranti e anche produttive nel contesto di un migliore e maggiore rapporto di unità nazionale tra Nord e Sud e viceversa".

Livio Oggero

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