Attualità - 19 aprile 2022, 18:30

Dall'albese Mario Deltetto quell'idea Solaris diventata un progetto per la Valle Varaita

Il responsabile di Alba Accademia Alberghiera e appassionato winelover racconta come il piccolo appezzamento da lui impiantato con questo vitigno a Sampeyre sia diventato un nuovo elemento per la valorizzazione dell’intera comunità montana

Vino, viti e montagna: questo è Solaris in Val Varaita

Vino, viti e montagna: questo è Solaris in Val Varaita

Si pronuncia Solaris e si degusta in tre modi: come spumante, come bianco fermo o come passito. Stiamo parlando di un vitigno a bacca bianca creato in Germania negli anni ’70, frutto del classico e tradizionale incrocio, e diffusosi in Europa e in diverse regioni d’Italia, dove, ad esempio in Veneto, sta completando l’iter per diventare una Doc.
Una varietà particolare, su cui ha messo le mani Mario Deltetto, originario di Castagnito e responsabile di Alba Accademia Alberghiera, nonchè appassionato winelover, rimasto incuriosito dalla capacità di questo vitigno di produrre in montagna e di resistere all’attacco dei funghi, con un conseguente aspetto “green” da non sottovalutare. 

I vini della varietà Solaris si caratterizzano per la loro morbidezza al gusto. Al naso assomigliano molto alle varietà nobili francesi, in particolare allo Chardonnay, e con un tocco di somiglianza al Riesling.
Importanti sono le note aromatiche, che ricordano le pomacee, i frutti esotici e le drupacee, mentre le note speziate sono secondarie.

Come è nato il suo “Progetto Solaris" in Val Varaita?

«Da un’idea personale a un progetto di comunità. Posso riassumere così ciò che sta succedendo intorno alla varietà Solaris. Tutto è iniziato da una mia iniziativa: dopo aver degustato il vino, sono rimasto affascinato dalle caratteristiche di questo vitigno, resistente ai funghi, perfetto per la montagna e dal forte impatto green, e del vino, che si può utlizzare come base spumante o vinificare come bianco fermo o passito.

Ho deciso di creare un impianto in un terreno di proprietà, adiacente a una casa vacanze della mia famiglia in Borgata Roccia a Sampeyre in Valle Varaita, convinto che queste 300 barbatelle avrebbero fatto parlare di sé…, ma non in modo così positivo! Gli agricoltori del luogo e la comunità hanno accolto con grande entusiasmo la novità, e ora diversi piccoli appezzamenti sono coltivati a Solaris».


Uno spunto per accendere i riflettori sulla Valle Varaita. Cosa ne pensa?

«Credo che il Solaris possa essere un’opportunità per questa comunità montana, che propone già prodotti di eccellenza ma che fatica a comunicarli. Enoturismo, turismo outdoor e winetrekking sono aspetti su cui si potrà lavorare bene. Vedo che l’Amministrazione comunale ha preso a cuore il progetto, e sta valutando di sistemare il vivaio sperimentale in disuso, risalente al periodo fascista, e collocato a 1.400 metri.

Qui si potrebbe fare un centro dedicato a questo vitigno e ad altre varietà, in piena filosofia di rispetto dell’ambiente. Ora speriamo che il progetto presentato nel Pnrr relativo a sostenibilità, agricoltura, recupero dei terreni marginali e alla creazione di un turismo più costante per la valle, possa ricevere i fondi necessari».

Ma a che punto siamo in Piemonte sulla varietà Solaris?

«A fronte dell’entusiasmo e della validità del progetto dobbiamo però parlare di un aspetto controverso per questo progetto. Questo perché il Solaris non è ancora un vitigno inserito nel catalogo ufficiale vigneti. E, se si volesse fare produzione per la vendita, attualmente in Piemonte non si potrebbe. Abbiamo ancora strada da percorrere rispetto al Trentino Alto Adige, capofila per la produzione del Solaris in cui utilizzano la IGT, e al Veneto, Regioni che stanno puntando alla Doc. Solaris ha una precisa collocazione di allevamento che potrebbe valorizzare i terreni marginali e una comunità che è pronta, vivace e vuole investire. Ci stiamo muovendo anche per questo».

Livio Oggero

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