Dopo due anni di stop imposti dalla pandemia si è rinnovato a Bra l’antico rito della processione di Pasqua dei Battuti Bianchi.
Una ricorrenza che ha unito il sacro e il profano con il corteo che domenica 17 aprile ha sfilato tra bancarelle e giostre per un appuntamento di fede tra i più sentiti dalla popolazione.
L’evento religioso ha potuto beneficiare di un pomeriggio di bel tempo che ha permesso la partecipazione numerosa della comunità. Le celebrazioni pasquali dell’antico sodalizio si sono aperte con la solenne Messa di mezzogiorno celebrata nella sontuosa chiesa della Santissima Trinità da padre Gianfranco Testa, missionario in Argentina, Nicaragua e Colombia, una vita spesa per i poveri e gli emarginati.
Nel pomeriggio sono state protagoniste le imponenti statue lignee, raffiguranti il Cristo Risorto, la Madonna e la Fede, capaci di affascinare generazione dopo generazione. Queste vere e proprie opere d’arte, realizzate nel 1758 da Stefano Maria Clemente su disegno del Beaumont, sono state scortate da tanti devoti in preghiera ai quali si sono aggiunte le autorità civili e militari al seguito del clero.
Presenti anche il Terz’ordine francescano ed una delegazione dei Battuti Neri, che ha tenuto alto il proprio vessillo, come segno peculiare del dialogo che accomuna la vita delle Confraternite della città, depositarie di un’esperienza secolare sacra e suggestiva.
Un fiume umano ha onorato quello che rappresenta il principale appuntamento della Confraternita della Santissima Trinità con tante presenze che dicono quanto sia forte la memoria e l’importanza di questa celebrazione.
La processione, chiusa dal rettore Michele Marengo, ha abbracciato il centro cittadino, snodandosi a circolo tra piazza Caduti per la Libertà, via Rambaudi, via Vittorio Emanuele II, via Pollenzo, piazza XX Settembre e corso Garibaldi, con gli agenti del Corpo di Polizia Municipale a vigilare lungo l’intero perimetro.
L’eco delle preghiere, dei passi cadenzati da donne e uomini con i tipici camici, salutati dalla gente a bordo delle strade, ha visto la cerimonia della liturgia ufficiale fondersi con il cuore della pietà popolare. Tra i passaggi più significativi, quelli di fronte alle chiese di Sant’Andrea, San Giovanni Decollato, Sant’Antonino, Santa Maria degli Angeli e davanti al banco di beneficenza allestito proprio dai Battuti Bianchi per ricavare offerte da destinare al martoriato popolo Ucraino.
Quindi, il ritorno nella chiesa della Santissima Trinità, per un breve momento di adorazione eucaristica a cui è seguita la solenne benedizione, impartita da padre Gianfranco Testa che ha presieduto il rito insieme ai sacerdoti salesiani don Alessandro Borsello e don Livio Sola.
All’intenso clima spirituale hanno contribuito i canti liturgici proposti dal Coro dei Battuti Bianchi. Di fronte alla folta assemblea di fedeli, il presidente del pio sodalizio, Valter Manzone, ha salutato e ringraziato la città rappresentata dal sindaco Gianni Fogliato, da Bruna Sibille in veste di consigliere provinciale e da una delegazione di amministratori comunali, oltre a tutti coloro che hanno partecipato alla cerimonia con il fisico e con il cuore. E che nella mente hanno fissato il messaggio di padre Testa: “Pasqua non è solo un giorno, ma si costruisce oggi, domani, sempre”.