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Scuola e corsi | 13 aprile 2022, 10:17

Dirigenti, genitori e insegnanti. Interviene una prof: "E' un bene discutere di queste cose in una società bradicardica"

Pubblichiamo un ultimo intervento, di un'insegnante, sul tema che ha suscitato molto dibattito negli ultimi giorni: quello sulla scuola, a seguito di una lettera inviata da tanti genitori e della replica di un docente

Dirigenti, genitori e insegnanti. Interviene una prof: "E' un bene discutere di queste cose in una società bradicardica"

Ha suscitato molti dibattito la lettera scritta da tantissimi genitori e rivolta ai dirigenti della Granda, sempre più distanti - a detta dei firmatari - dal ruolo educativo e sempre più burocrati ed esecutori, in particolare negli ultimi due anni, quelli della pandemia.

La lettera si conclude con una domanda: "Possiamo ancora fare affidamento su di voi per la crescita dei nostri figli?".

Alla domanda ha replicato un professore delle scuole medie, il prof. Bima, che ha girato la domanda ai genitori stessi: "E noi, possiamo contare su di voi per la crescita dei vostri figli?". Il riferimento è ai tanti episodi di maleducazione verso i docenti da parte di molti studenti, spesso protetti e giustificati proprio dalle famiglie.

E' voluta intervenire un'altra docente, di cui pubblichiamo la lettera. Evidenziamo che, dopo questo intervento, non ne pubblicheremo altri. Chiaramente il tema suscita un grande dibattito, ed è giusto che sia così. Ma riteniamo di avergli datio ampio risalto.

Gentile collega,

condivido il tuo punto di vista. Senza dubbio nella nostra esperienza lavorativa incontriamo situazioni che ci mettono alla prova, soprattutto in relazione alla dimensione della vita familiare dei nostri allievi. 

Mi permetto però di osservare che tutto ciò che tu hai scritto e che, ripeto, sposo in pieno, è in realtà indirizzato alle persone sbagliate. Credo infatti che i genitori, i cittadini e i professionisti che hanno firmato quella lettera abbiano già la sensibilità per capire l'importanza della collaborazione con i docenti e con i dirigenti e questo fatto è dimostrato dalla lettera stessa.

Molto probabilmente i tuoi interlocutori ideali sono ben lontani dall'essere raggiunti dal tuo appello, così come sono ben lontani dal leggere e dal documentarsi anche semplicemente attraverso un giornale on-line, oppure dal farsi domande, dal ricercare la verità andando a scovarla nei posti in più impensati, dal farsi un'idea personale del mondo circostante. Tanto è  vero che come scrivi tu... i loro figli arrivano a scuola con l'ultimo modello dell'Iphone ma non con i libri di testo che servono per fare lezione quella mattina.

In pratica: essere un cittadino libero di pensare autonomamente, questo non appartiene ai reali destinatari ai quali tu ti stai rivolgendo, perché se così fosse i prof non si ritroverebbero in quelle situazioni di difficile gestione che tutti ben conosciamo e che tu hai descritto in maniera molto chiara. Probabilmente dovremmo fare un video su TikTok per essere visibili da questi genitori anziché scrivere su un giornale. 

Relativamente invece all'appello dei cittadini pubblicato in data 6 aprile su Targato: quello è il focus su cui mantenere viva l'attenzione. Andiamo a rileggere attentamente ogni punto esposto.

Un caro saluto a tutti quelli che come te (e me) provano ad avviare una minima discussione in questa povera società col battito in bradicardia. 

Saluti cordiali

Caterina Chiesa

Barbara Simonelli

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