Cronaca - 07 aprile 2022, 07:00

Nel 2021 ventisei morti sulle cime della Granda. Quasi 400 gli interventi del Soccorso Alpino

Il Sasp regionale ha diffuso il bilancio delle attività effettuate nello scorso anno: richieste di aiuto in calo in Piemonte rispetto al 2020, ma con un significativo incremento nella nostra provincia

Nel 2021 ventisei morti sulle cime della Granda. Quasi 400 gli interventi del Soccorso Alpino

Dopo un 2020 da record a livello di interventi e persone soccorse, il consuntivo di attività del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nel 2021 segna un ritorno a numeri in linea con il periodo pre-Covid. Nel corso del 2021, infatti, i tecnici SASP sono stati impegnati in 1.908 eventi di soccorso gestiti dalla Centrale Operativa, 1.492 missioni effettuate e 1.355 persone soccorse.

Per quanto riguarda il Cuneese, invece, gli interventi sono aumentati, passando da 319 a 387. Le persone soccorse sono state 387 (nel 2020 erano 319). Sono stati 80 gli escursionisti recuperati illesi, come nell'anno precedente, mentre 191 quelli feriti, anche questi in crescita rispetto al 2020.

Un balzo importante anche nel numero dei deceduti, passati da 19 a 26

Dati in controtendenza, quindi, rispetto alla media regionale, che registra una diminuzione di interventi per soccorso persona - in particolare nel Torinese e nel VCO, con il Cuneese le aree di maggior intervento - tranne che, appunto, nella nostra provincia.

EVENTI SALIENTI NEL CUNEESE

VALANGHE: Dopo alcuni anni poco significativi dal punto di vista degli incidenti da valanga, il 2021 ha segnato un aumento di persone soccorse e, purtroppo, anche di decessi in questo tipo di scenario. Complessivamente i tecnici del Soccorso Alpino hanno recuperato 11 travolti di cui 4 deceduti in loco e altri due successivamente in ospedale. Particolare risalto ha avuto la valanga caduta in Val Maira il 30 e 31 gennaio 2021.

INTERVENTI NOTTURNI: Quelle in notturna sono le operazioni più complesse, che richiedono l’impiego di un maggior numero di tecnici con tempistiche spesso lunghe. Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio due alpinisti bloccati in parete nel gruppo del Castello-Provenzale in Val Maira sono stati recuperati grazie a un intervento che ha coinvolto 25 soccorritori. Al buio hanno dovuto percorrere una salita con difficoltà alpinistiche, recuperare i malcapitati e riaccompagnarli a valle dove la comitiva è giunta a piedi alle prime luci dell’alba.

INTERVENTI COMPLESSI: Nel tardo pomeriggio del 24 agosto, un gruppo di 12 Scout è rimasto bloccato sulla cima del Monte Granero (3171 m), nel comune di Crissolo, a causa di un forte temporale che ne ha impedito la discesa a valle. Poco prima dell’arrivo del buio, l’intervento delle squadre a terra del Soccorso Alpino e Speleologico ha consentito il recupero di tutti i giovani a bordo degli elicotteri del Servizio Regionale di Elisoccorso e dei Vigili del Fuoco evitando una rischiosa operazione notturna. 

Sono stati 1.908 gli eventi gestiti dalla Centrale Operativa. Si tratta delle chiamate di emergenza provenienti dalle aree montane piemontesi che la Centrale del Nue 112 passa alle centrali dell’Emergenza Sanitaria piemontesie al tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico operativo h24 presso la sala di Grugliasco (To).

E' la prima diminuzione significativa in un trend di incremento che proseguiva da una quindicina d’anni e che ha riportato il numero al di sotto delle 2.146 chiamate registrate nel 2020 e delle 1.989 del 2019.

Nel confronto con gli anni precedenti, occorre segnalare che mancano all’appello le chiamate di emergenza provenienti dai comprensori sciistici che nell’inverno 2021 sono rimasti chiusi a causa della pandemia.


In generale è quindi prematuro parlare di un’inversione del trend in un contesto dove il miglioramento delle infrastrutture telefoniche mobili consente di effettuare una chiamata di emergenza anche dalle aree più remote della regione, ormai anche grazie ad applicazioni per smartphone tra cui Georesq sviluppata dal CNSAS.

Inoltre, si registra che nell’utenza è sempre più radicata l’abitudine a rivolgersi ai numeri telefonici dell’emergenza anche se occorre ricordare ai frequentatori della montagna che non bisogna mai fare esclusivamente affidamento al telefonino perché le porzioni di territorio ancora non coperte dalla rete sono ampie.

Non tutte le chiamate di emergenza che raggiungono la Centrale Operativa diventano missioni di soccorso vere e proprie, infatti nel 2021 il 22% di esse è stato risolto dall’Operatore di Centrale mentre 1.492 sono stati gli interventi che hanno visto operare concretamente le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico. Si tratta del numero più elevato mai registrato dal SASP anche a causa dell’aumento di operazioni di Protezione Civile che nel 2020 e nel 2021 hanno visto l’impiego dei volontari in attività di supporto per l’emergenza Covid-19 presso centri ospedalieri e centri vaccinali.

Scorporando il dato per il 2021, si ottengono 1.226 missioni di soccorso sanitario e 266 missioni di Protezione Civile di cui 148 per attività legate alla pandemia.

Gli interventi di soccorso alpino vengono condotti in due modi: con il supporto dell’eliambulanza del Servizio Regionale di Elisoccorso (con a bordo il tecnico del SASP in tutte le missioni, non solo quelle montane) oppure esclusivamente dalle squadre a terra. Nel 2021 l’elicottero è intervenuto nel 58% delle missioni segnando una diminuzione rispetto agli anni precedenti e il conseguente aumento dell’impiego delle squadre a terra.

Le persone soccorse

Nel 2021 le persone soccorse sono state 1.355 (1.512 nel 2020) di cui 626 (46%) recuperate esclusivamente dalle squadre a terra contro 729 (54%) recuperate con il supporto dell’eliambulanza.

Questo dato sottolinea l’importanza dei volontari a terradel soccorso alpino che hanno concretamente preso in carico quasi la metà degli infortunati. Rimane quindi centrale il ruolo di presidio del territorio montano da parte delle 54 stazioni del SASP dislocate in tutte le principali valli alpine e appenniniche del Piemonte. Delle 1.355 persone soccorse nel 2021, 412 erano illese (30%), 851 ferite (63%)e 92 decedute (7%).

Da questo punto di vista è difficile stabilire un trend pluriennale, in particolare per quanto riguarda il numero elevato di decessi che supera ampiamente gli 85 del 2018, ma che si dimostra assai altalenante di anno in anno. L’82% delle missioni di soccorso ha riguardato persone infortunate, il 14%sono state ricerche  di persone disperse. Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (46%) seguite dai malori (15%), e riguardano gli uomini nel 76%dei casi e le donne nel 24%.Infine, il 91% delle persone soccorse praticava attività del tempo libero contro il 6% di residenti in montagna e il 3% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro. Da sottolineare, nel 2021, una maggiore incidenza degli incidenti da valanga che hanno provocato 4 decessi constatati sul terreno e altri 2 verificatisi successivamente in ospedale.

I volontari SASP

In conclusione, una nota positiva a proposito del numero di volontari. Tradizionalmente l’organico regionale si è caratterizzato per un basso tasso di avvicendamento, ma nel 2020 e nel 2021 si è registrato un leggero aumento del numero di tecnici che garantiscono l’operatività del SASP, passando a 1.182 volontari rispetto ai 1.171del 2020.

Delegazione Monviso Saluzzo - I suoi 83 operatori tecnici sono distribui: nelle valli al cospettoo del Re di Pietra in Provincia di Cuneo. Le stazioni che compongono la delegazione sono Casteldelfino, Crissolo e Verzuolo

Alpi Marittime - È responsabile delle montagne in Provincia di Cuneo dalla Val Vermenagna alla Val Maira passando per le Valli Gesso e Stura. Ne fanno parte le stazioni di Cuneo, Dronero, Limone Piemonte e Vinadio con i loro 102 operatori tecnici complessivi.

Mondovì - Le Alpi più meridionali del Piemonte che fanno da corona alla città di Mondovì sono di responsabilità di questa delegazione e dei suoi 94 operatori tecnici distribui: nelle stazioni di Mondovì, Garessio e Valle Pesio.

Barbara Simonelli

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