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Attualità | 05 aprile 2022, 17:47

Residenze sanitarie assistenziali: un futuro da ricostruire

Domani, mercoledì 6 aprile, un convegno in Confindustria con il Governatore Cirio e gli assessori Icardi e Marrone. Scimone, presidente sezione Sanità Confindustria Cuneo: “Le RSA hanno una funzione sociale importantissima. Ora tutte le istituzioni devono sostenerle e aiutarle”

Immagine di repertorio

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Le residenze sanitarie assostenziali (Rsa) sono state tra le realtà più colpite dalla pandemia e ora si trovano ad affrontare nuove criticità: il caro materie prime, le difficoltà di reperimento del personale e l'insufficiente occupazione dei posti letto.

Domani, mercoledì 6 aprile, Confindustria Cuneo affronterà l'argomento con un'interessante conferenza dal titolo “Residenze Sanitarie Assostenziali: un futuro da ricostruire”, a partire dalle ore 10 presso la sala Michele Ferrero.

Parteciperanno, tra gli altri, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Luigi Genesio Icardi e Maurizio Marrone.

Tra i relatori anche Camillo Scimone, presidente sezione Sanità Confindustria Cuneo: “Le Rsa hanno una funzione sociale importantissima. Non esistono più quei nuclei familiari in grado di prendersi cura degli anziani. La società è cambiata. Ma le Rsa non devono neanche diventare parcheggi, bensì luoghi accoglienti che possano seguire bene gli ospiti, sia dal punto di vista sanitario, che della riabilitazione, che dal punto di vista psicologico e dell'animazione. Occorre rispettare la dignità degli anziani”.

La pandemia ha stravolto ogni cosa cogliendo tutti di sorpresa: “All'inizio non eravamo attrezzati – continua Scimone -. Nelle Rsa abbiamo ospiti autosufficienti e non autosufficienti; si doveva proteggere loro e anche il personale. C'è stato un momento in cui purtroppo ci sono stati grossi problemi. A questo si è aggiunta la difficoltà di organizzare la chiusura al pubblico e ai parenti, gestire i nuovi arrivi con controlli e vaccinazioni. Gli ospiti sono persone anziane che si sono sentite isolate. Ma poi si è affrontata la questione in maniera adeguata e forte, spingendo sulle vaccinazioni e sui tamponi per evitare che il virus si diffondesse”.

“Una situazione complicata che ha fatto emergere come necessaria la depenalizzazione dei vertici sanitari – aggiunge Scimone -: non è giusto che un direttore sanitario sia responsabile. Tu puoi fare il massimo ma qualcosa può sempre succedere, soprattutto nel corso di una pandemia globale”.

A questo si sono aggiunti i problemi economici, il calo dei posti letto e la difficoltà a reperire il personale. Una combinazione di fattori che ha messo in bilico molte realtà. “Il lavoro degli operatori sanitari non è stato semplice – continua Scimone - . Per questo voglio davvero complimentarmi con tutti loro, hanno ottenuto risultati al di là delle aspettative. Ora tutte le istituzioni devono sostenere le Rsa e aiutarle a tutti i livelli, proprio per la loro fondamentale funzione sociale. Devono intervenire Regione, Comuni, Asl. Anche noi come Confindustria dobbiamo cercare di conoscere i problemi, dialogare, affrontarli con loro e superare questa fase”.

Come si affronterà la nuova fase post Covid? “Tenendo conto che il Covid non è passato del tutto – conclude Scimone - . E continuando a puntare sulla promozione della salute. Sono dunque pienamente d'accordo con la quarta dose di vaccino per i fragili e gli anziani over 80. Da igienista conosco bene l'importanza dei vaccini che hanno debellato numerose malattie. Il Covid possiamo solo affrontarlo con i vaccini, specie se si parla di fragili che vivono in comunità. Una comunità che deve essere protetta”.

Cristina Mazzariello

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