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Attualità | 31 marzo 2022, 15:01

Crisi idrica, le piogge di ieri non bastano: ATO4 chiede uso dell'acqua per soli scopi umani

Attesi e preventivati dai bollettini meteorologici, gli scrosci delle scorse ventiquattro ore non sembrano aver risolto o cambiato sostanzialmente la situazione

Foto generica

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Utilizzo dell'acqua per soli scopi umani: è questa la raccomandazione che l'ATO4 - l'ente di governo per la gestione della risorsa nell'ambito del territorio cuneese - ha consegnato oggi (giovedì 31 marzo) a un comunicato ufficiale.

Ieri, 30 marzo, le prime ore di pioggia e precipitazioni da oltre 110 giorni: attesi e preventivati dai bollettini meteorologici, gli scrosci non sembrano però aver risolto o cambiato sostanzialmente la situazione (tanto che oggi splende di nuovo il sole).

L'assenza per un periodo prolungato di precipitazioni di entità considerevole aggrava quindi di giorno in giorno la crisi del sistema acquedottistico E l'ATO4, che coordina settimanalmente un tavolo tecnico per monitorare il problema e che già nelle scorse settimane ha formulato la richiesta di ridurre al minimo gli sprechi d'acqua, risponde: "In tale situazione di difficoltà non è assolutamente possibile utilizzare l’acqua dell’acquedotto per irrigare prati e orti o per lavare le auto. Si invita pertanto tutta la comunità a non sprecare acqua, soprattutto in questo periodo".

La situazione siccittosa preoccupa tutti gli attori dell' "universo acqua". "La carenza idrica rappresenta ormai un’emergenza per il territorio della Granda ed è innegabile che a livello generale la situazione desti preoccupazione, alla luce delle scarse precipitazioni nevose degli ultimi anni e della crisi idrica dell’estate 2021" ha detto nei giorni scorsi il gruppo Aeta, nel cui territorio la situazione sembrava essere sotto controllo nonostante la grande attenzione riservata a falde profonde e pozzi.

Preoccupazione condivisa anche da Emanuele Di Caro, presidente di Co.Ge.SI: "Se la situazione non cambia entro breve il rifornimento con botti e cisterne è la prima misura da adottare; in un secondo momento, eventualmente, il contenimento del consumo non necessario. Le soluzioni sono queste, non altre". Di Caro si si era dato indicativamente il mese prossimo come limite temporale per tenere d'occhio la situazione prima di realizzare interventi di razionamento dell'acqua. Un'ipotesi che, adesso, pare fin troppo ottimistica.

Simone Giraudi

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