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Attualità | 23 marzo 2022, 07:41

"Obbligatoria certificazione di genere per aziende che partecipano ad appalti per Pnrr e Pnc"

La consigliera di parità del Piemonte Mantini: "l’onere per le aziende di produrre il rapporto è contenuto nelle ‘Linee Guida per favorire le pari opportunità di genere e generazionali, nonché l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità’'"

La consigliera di parità del Piemonte Anna Mantini

La consigliera di parità del Piemonte Anna Mantini

Certificazione di genere obbligatoria per tutte le aziende, sia pubbliche sia private, che, pena l’esclusione, partecipano a gare d’appalto finanziate con fondi del Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) e del Piano nazionale investimenti complementari (Pnc). Lo rende noto la Consigliera regionale di Parità del Piemonte, Anna Mantini, che ricorda come “l’onere per le aziende di produrre il rapporto è contenuto nelle ‘Linee Guida per favorire le pari opportunità di genere e generazionali, nonché l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità’ e nell’articolo n. 47 del decreto legge 77/2021 sulle Pari opportunità e l’inclusione lavorativa nei contratti pubblici, nel Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) e nel Piano nazionale investimenti complementari (Pnc). Obbligo esteso anche alle aziende che occupano dai 51 ai 100 dipendenti”.

“In attesa- spiega la consigliera di Parità- che il Ministero del Lavoro, con un decreto, ci dica come compilare il Rapporto 2020/2021, dal giorno 11 febbraio 2022, dalla pagina ufficiale del Ministero (https://servizi.lavoro.gov.it) gli enti e le imprese interessate potranno scaricare l’applicativo, facendo riferimento alla situazione del personale al 31 dicembre 2019. Il Rapporto- aggiunge- va inviato, secondo le modalità indicate nel sito ministeriale, alle rappresentanze sindacali aziendali”.

Il passaggio successivo prevede che la Consigliera o il Consigliere regionale di parità acceda, attraverso un identificativo univoco, ai rapporti trasmessi dalle aziende con sede legale nel territorio di competenza, elaborando i dati. I relativi risultati sono poi trasmessi alle sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro, alla Consigliera/al Consigliere nazionale di parità, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’Istituto nazionale di statistica e al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.

“Il Rapporto in parola- evidenzia Anna Mantini- dovrà indicare il numero delle lavoratrici in gravidanza e, per ciascun sesso, quanti sono i lavoratori occupati, quanti quelli eventualmente assunti nel corso dell’anno, le differenze fra le retribuzioni iniziali dei lavoratori, l’inquadramento contrattuale e la funzione svolta, anche con riferimento alla distribuzione dei contratti a tempo pieno e a tempo parziale. Dovrà essere specificato, inoltre, l’importo della retribuzione complessiva corrisposta, delle componenti accessorie del salario, delle indennità, anche collegate al risultato, dei bonus e di ogni altro beneficio o qualsiasi altra erogazione che siano stati eventualmente riconosciuti al singolo lavoratore. E’ obbligatorio inserire nel Rapporto le informazioni e i dati sui processi di selezione in fase di assunzione, sui processi di reclutamento, sulle procedure utilizzate per l’accesso alla qualificazione professionale e alla formazione manageriale, sugli strumenti e sulle misure resi disponibili per promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sulla presenza di politiche aziendali a garanzia di un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso e sui criteri adottati per le progressioni di carriera”.

La Consigliera Regionale di Parità Mantini sta predisponendo una circolare da inviare alle aziende del Piemonte, rinviando, per approfondimenti, alla competente pagina del sito del Ministero del Lavoro (https://www.lavoro.gov.it/priorita/pagine/rapporto-biennale-sulla-situazione-del-personale-maschile-e-femminile-per-le-imprese-che-occupano-oltre-50-dipendenti.aspx/)

comunicato stampa

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