Le direttive della Regione Piemonte - comunicate nella giornata di venerdì 11 marzo dall'assessore Chiara Caucino a seguito della riunione del coordinamento regionale per l'emergenza profughi - rispetto all'accoglienza dei "minori non accompagnati" provenienti dal teatro di guerra ucraino sono sostanzialmente chiare: i bambini devono essere presi in carico dal sistema pubblico con il coordinamento del Tribunale dei Minori, e dev'essere nominato un tutore legale per poter essere accolto in una struttura residenziale, in una casa famiglia o presso delle famiglie affidatarie.
Una presa di posizione che definisce meglio gli sforzi del coordinamento regionale e che verrà presto recepita concretamente dal territorio.
A Cuneo, per esempio, si lavora ormai da settimane tra Comune, Consorzio Socio-Assistenziale, attori del terzo settore, cooperative di gestione del sistema SAI e Prefettura in materia di accoglienza. Perché, per i minori, di questo attualmente si parla (e non, ancora, di adozioni o affidamenti diretti).
Particolarmente utile in questa fase l'apertura - tenutasi ieri (lunedì 14 marzo) - dello 'sportello ucraina' all'interno del punto .MEET, già sede dello sportello antiviolenza e antidiscriminazione. Chiunque sia interessato a proporre la propria disponibilità o a raccogliere informazioni può rivolgersi lì, in via Leutrum 7.