Attualità - 12 marzo 2022, 16:00

"Non siamo in un'economia di guerra", ma anche in Granda si svuotano gli scaffali di pasta, farina e cibo a lunga conservazione

Ieri il premier Draghi ha cercato di rassicurare gli italiani. Dai supermercati della provincia arrivano messaggi distensivi sulla disponibilità di merci. Si attende di capire cosa accadrà la prossima settimana, dopo lo stop del Governo allo sciopero dei tir

"Non siamo in un'economia di guerra", ma anche in Granda si svuotano gli scaffali di pasta, farina e cibo a lunga conservazione

“Dobbiamo prepararci ma non siamo assolutamente in un’economia di guerra specialmente per gli approvvigionamenti di cose fondamentali come il cibo. Alcuni allarmi che ho visto sui giornali sono grandemente esagerati. Prepararsi non vuol dire che deve avvenire con probabilità 1, sennò saremo già in una situazione di razionamento".

A dirlo, nella giornata di ieri, il premier Mario Draghi. In qualche modo ha voluto tranquillizzare gli italiani, ma il clima non è dei più sereni e la corsa agli acquisti sembra scatenata, come testimoniano molte immagini che stanno circolando nelle ultime ore e che riguardano anche supermercati e ipermercati della Granda, dove ci sono gli scaffali di pasta, farina, olio ed alimenti a lunga conservazione svuotati. Senza contare l'allarmismo che corre sui social e sulle chat, inarrestabile e perlopiù ingiustificato o creato ad arte. 

Da giorni si sente parlare di sciopero dei camionisti, del blocco dei trasporti per il caro carburanti, con relativi blocchi della consegna delle merci. Nella serata di ieri è arrivata la notizia dello stop, da parte della Commissione di Garanzia dello Sciopero nei Servizi pubblici Essenziali, alla protesta che la sigla Trasportounito aveva indetto a partire da lunedì 14 marzo, mancando il rispetto del termine di preavviso di 25 giorni e l’obbligo di predeterminazione della durata dell’astensione.

Dunque, bisognerà capire cosa succederà nelle prossime ore: se la protesta verrà confermata o annullata. Ma l'incertezza e i timori hanno spinto molti cittadini a fare scorte soprattutto di pasta, farina, latte e generi a lunga conservazione.

Questa mattina, in provincia di Cuneo, in alcuni supermercati sono state scattate foto di scaffali svuotati, ma al momento, come ci hanno rassicurato alcuni titolari e responsabili di strutture della grande distribuzione organizzata, il problema dell'approvigionamento di merci non si rileva.

Enrica Penzo, titolare dell'Eurospin di Cuneo: "Forse ci sono dei volumi maggiori negli acquisti rispetto a qualche settimana fa, ma per ora nulla di comparabile con alcuni momenti che abbiamo vissuto durante la pandemia. Per quanto riguarda le forniture, già nei magazzini ci sono degli ammanchi, magari invece di tre camion ne arrivano due, ma al momento non stiamo registrando alcuna crisi, né alcunché che giustifichi allarmi o razionamento delle merci in vendita".

Anche dal gruppo NovaCoop, che conta circa 65 punti vendita tra Piemonte e alta Lombardia e che gestisce l'IperCoop di Cuneo, arrivano segnali distensivi. Proprio due giorni fa il gruppo ha diffuso una nota, con la quale si informa che "al momento non c’è nessun rischio di mancanza di prodotti. Tutte le nostre organizzazioni stanno operando per assicurare un servizio completo ai consumatori. La situazione versante approvvigionamento prodotti è in continua evoluzione, ma non tale da destare imminenti preoccupazioni.

Si sono verificati territorialmente fenomeni di accaparramento da parte di operatori terzi; a questi fenomeni una nostra cooperativa ha reagito limitando gli acquisti di alcuni prodotti per garantire l’offerta a tutti i consumatori. Si tratta di un episodio circoscritto che non ha altre conseguenze".

Come ha detto in modo chiaro il premier, "non siamo in un'economia di guerra". Ci sono timori, le cose sono in continua evoluzione, ma nulla, in questo momento, giustifica una corsa all'approvigionamento. E non ci sono problemi di scorte, come evidenziato da diversi gruppi del settore alimentare che abbiamo consultato. Certo, se la situazione dovesse esasperarsi, non è da escludere che si arrivi al "razionamento antipanico", con un numero limitato di confezioni acquistabili, come già accaduto in alcune regioni. 

Barbara Simonelli

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU