La risposta che la Regione Piemonte ha deciso di attuare, in tempi brevi, per portare soccorso all’Ucraina colpita dalla guerra contro la Russia passa anche attraverso Levaldigi.
Il Piemonte ha infatti messo a disposizione del Dipartimento della Protezione civile l’ospedale da campo della Maxiemergenza regionale 118, che ha il suo quartier generale proprio nel complesso dell’aeroporto cuneese.
Si tratta della struttura, diretta dal dottor Mario Raviolo, che l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva a suo tempo certificato, abilitandola all’intervento in caso di disastri e calamità in tutto il mondo.
Un dispositivo che in Europa c’è solo in Italia e in Inghilterra. E che, come annunciato dall’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, ora punta alla certificazione di terzo livello che lo porterebbe ad essere l’unico in Europa, e uno dei pochi al mondo, insieme a Cina e Israele.
L’ospedale da campo è modulare, con una sua unità chirurgica in grado di portare a termine sul campo interventi chirurgici; può garantire alcuni posti letto di terapia intensiva. Era stato allestito per portarei aiuto alle popolazioni del Mozambico devastate dal ciclone Idai, nel marzo 2019.
E ora, stando a quanto si apprende dalla Regione Piemonte, viene messo a disposizione della Protezione civile, per un’eventuale dislocazione lungo i confini dell’Ucraina, per curare i feriti di guerra.
Questa è soltanto una delle iniziative che il Piemonte volte mettere in campo per aiutare l’Ucraina.
In questi ultimi giorni si è tenuta una riunione operativa che il presidente Alberto Cirio ha voluto convocare con l’ambasciatore dell’Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk, collegato in videoconferenza, e con il console onorario dell’Ucraina in Piemonte Dario Arrigotti. All’incontro ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, con i dirigenti dell’Assessorato alla Sanità, dell'Assessorato alle Politiche sociali e del Dirmei.
È stato istituito un coordinamento per il soccorso dei profughi: in tale ambito, la Regione emanerà a giorni una manifestazione di interesse per la formazione di un elenco di persone e famiglie disposte a fornire ospitalità temporanea a chi ha abbandonato le zone di guerra. Al tempo stesso, il coordinamento ha raccolto la disponibilità della Fondazione Specchio dei Tempi a fare da punto di riferimento e collettore per le donazioni in denaro destinate a sostenere le famiglie ucraine in arrivo in Piemonte.
Il Dirmei, invece, curerà una raccolta di farmaci, insieme all’Assessorato alla Sanità e a Federfarma: la raccoltà verrà aperta attraverso Farmaonlus. Il materiale verrà inviato tramite i canali individuati dal Governo agli ospedali ucraini.
L’ospedale Regina Margherita di Torino ha manifestato inoltre piena disponibilità ad ospitare i bambini ucraini malati di tumore che in questo periodo non possono ricevere le cure adeguate. Sempre per i bambini, verrà realizzato un apposito progetto per assistere le vittime della guerra, coordinato dall’assessore Chiara Caucino che, in qualità di assessore con la delega ai bambini, ha dichiarato di voler coinvolgere anche “l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali, al fine di lavorare in sinergia con essa”.
Un invito a sostenere le iniziative a favore dei profughi sarà anche contenuto in ordine del giorno che proprio oggi verrà proposto all’approvazione del Consiglio regionale.
“Siamo convinti - ha sostenuto il presidente Cirio rivolgendosi all’ambasciatore Melnyk - che alla solidarietà espressa con le parole debba seguire quella che si manifesta con i fatti.
Ed è quello che vuole fare il Piemonte di fronte ad una situazione che scuote le coscienze di tutte le persone che credono nella libertà e nella democrazia e che il Governo italiano ha definito ingiustificata e ingiustificabile”.
“Ringrazio il Piemonte che, prima tra tutte le Regioni italiane, ha lanciato azioni umanitarie per sostenere l’Ucraina - ha dichiarato l’ambasciatore Melnyk - e offriamo la massima disponibilità a sostenere ogni iniziativa che possa rafforzare i nostri rapporti”.
Dalla pagina Facebook del presidente Cirio, intanto, si apprende come siano già più di 600 le famiglie che si sono dette disponibili ad ospitare profughi, proprio mentre a Borgosesia sono giunte le prime due mamme e i primi tre giovani provenienti dall’Ucraina.
“Mi stringe il cuore – così ha commentato il presidente Cirio – perché penso a chi sta scappando dalla propria casa. Ma allo stesso tempo mi conferma ancora una volta il cuore grande dei cittadini piemontesi. Grazie”.