Attualità - 28 febbraio 2022, 13:36

La Granda pronta ad attivare la rete per l'accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra

Primi arrivi in Italia, soprattutto di anziani, donne e bambini. La provincia di Cuneo pronta a fare la sua parte. A breve si attiverà anche il canale per la disponibilità all'accoglienza da parte dei soggetti privati

La Granda pronta ad attivare la rete per l'accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra

Anche la provincia Granda si sta attivando per l'accoglienza degli ucraini in fuga dalla guerra. In Italia si prevede l'arrivo di migliaia di profughi. I primi sono già arrivati a Trieste, una cinquantina di persone, quasi tutti donne e bambini; altri sono attesi a Genova. Altri ancora sono arrivati a Napoli e a Trento. 

Anche la nostra provincia è pronta a fare la sua parte.

In questi giorni si è messa in moto la rete di associazioni, in coordinamento con la Prefettura e il Comune di Cuneo, capofila, per la Granda, del SAI, Sistema di accoglienza e integrazione previsto per l'Italia per le persone straniere che hanno ottenuto il riconoscimento di una forma di protezione internazionale.

Domani sera, nella Commissione sul Bilancio di previsione, l'assessore competente Patrizia Manassero ne darà conto.

"In questo momento non abbiamo la misura del bisogno né della disponibilità della rete. La provincia di Cuneo è sempre pronta a sostenere l'accoglienza e stiamo avviando i colloqui con il Terzo settore, a partire dalla Caritas, per essere pronti in questo senso, come abbiamo già fatto con i rifugiati afghani", spiega la Manassero.

Nel 2020 in Granda c'erano 265 posti dislocati su 16 Comuni della provincia di Cuneo, quali Alba, Bernezzo, Bra, Caraglio, Costigliole Saluzzo, Demonte, Fossano, Gaiola, Genola, Saluzzo, Savigliano, Moiola, Roccasparvera, Verzuolo e Villafalletto.

Mentre si sta organizzando la rete dell'accoglienza, sono diverse le famiglie pronte a dare una mano, che sarebbero disponibili ad ospitare famiglie di profughi, donne e bambini. A giorni verrà probabilmente deciso in quale modo comunicare la propria eventuale disponibilità.

La Manassero evidenzia come lo scopo del sistema di accoglienza abbia un orizzonte temporale di medio o lungo periodo, diversamente da quanto possono fare i privati, il cui eventuale supporto iniziale e soprattutto materiale può essere comunque preziosissimo.

"Nella nostra provincia abbiamo stabilizzato 25 profughi afghani. Lo scopo è quello di dare a queste persone un futuro. In questa prima fase il contributo dei singoli è importantissimo, proprio per dare risposta ai bisogni immediati. Poi è fondamentale il lavoro delle istituzioni e della rete territoriale", spiega l'assessore Manassero.

Nelle scorse settimane è stato inaugurato a Cuneo il .MEET, polo di servizi integrati di accoglienza, integrazione, orientamento e solidarietà rivolto alle persone di origine straniera, alla comunità di accoglienza e a tutta la cittadinanza.

Barbara Simonelli

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